La Corte Suprema affonda i dazi degli Stati Uniti
Possibile la restituzione di circa 175 miliardi di dollari riscossi finora. Europa in attesa delle mosse di Trump

“C’è un giudice a Washington”: Berlino dovrà essere rimpiazzata dall’antica massima a puntello del principio di separazione dei poteri dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi imposti dall’amministrazione Trump.
Secondo la sentenza, passata con sei voti a favore e tre contrari, i dazi non possono essere imposti con una legge prevista per le emergenze nazionali. La Costituzione degli Stati Uniti conferisce al Congresso, e non al presidente, l’autorità di emettere tasse e dazi. Trump ha però approvato i dazi senza l’approvazione del Congresso, definendoli “vitali per la sicurezza economica” e ha detto in passato di avere un piano alternativo in caso di verdetto giudiziario negativo.
Il contenzioso presso la Corte Suprema era costituito da tre cause distinte, che sono state riunite ai fini della discussione orale. Una delle sfide è stata lanciata da un’azienda di giocattoli a conduzione familiare, la Learning Resources, che conta circa 500 dipendenti. Un’altra causa è stata presentata dal Liberty Justice Center, uno studio legale di interesse pubblico, per conto di un gruppo di piccole imprese, tra cui un distributore di vini chiamato VOS Selections. Il terzo caso è stato presentato da 12 stati degli Stati Uniti: Arizona, Colorado, Connecticut, Delaware, Illinois, Maine, Minnesota, Nevada, New Mexico, New York, Oregon e Vermont.
Il caso è arrivato alla Corte Suprema dopo che i tribunali di grado inferiore hanno stabilito che Trump aveva ecceduto la sua autorità imponendo tariffe ai sensi di una legge pensata per essere utilizzata solo in caso di emergenze nazionali. L’amministrazione Trump ha fatto ricorso al massimo organo giudiziario degli Stati Uniti dopo che la Corte d’appello degli Stati Uniti per il circuito federale e il giudice distrettuale statunitense con sede a Washington, Rudolph Contreras, si sono pronunciati contro di lui.
Secondo gli economisti del Penn-Wharton Budget Model l’importo raccolto finora tramite i dazi basati sui provvedimenti emergenziali di Trump ammonterebbe a oltre 175 miliardi di dollari, cifra che ora potrebbe dover essere rimborsata. “Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Restiamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza. Le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle” ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue dopo la bocciatura dei dazi Usa da parte della Corte Suprema, mentre a seguito della sentenza, come riportato da diverse agenzie citando fonti interne, l’Europarlamento si preparerebbe a rinviare il voto sulla possibile ratifica sull’intesa commerciale Usa-Ue previsto in commissione Commercio internazionale il 24 febbraio.



