Abuso di somministrazione nell’appalto Unieuro a Piacenza, Bsb condannata ad assumere il lavoratore
Il Tribunale di Milano ha riconosciuto la sussistenza di un rapporto subordinato diretto dal 2023 all’addetto, impiegato nel sito dal 2020

Una sentenza del Tribunale di Milano, sezione Lavoro, dello scorso 10 febbraio è intervenuta sul tema – centrale anche nella logistica – dell’utilizzo prolungato dei lavoratori in somministrazione presso uno stesso sito operativo.
Al centro della vicenda il caso di un lavoratore attivo in un magazzino di Piacenza, in località Le Mose, nelle attività logistiche a favore di Unieuro, impiegato nello stesso sito per oltre cinque anni.
Assistito nel contenzioso dall’avvocato Boris Infantino dello Studio Legale Infantino, il magazziniere, in estrema sintesi, chiedeva che fosse dichiarata l’irregolarità del contratto di somministrazione (prima a tempo determinato, poi indeterminato) stipulato con l’agenzia per il lavoro Life In Spa (e avente come utilizzatore finale Building Services Brianza srl) e quindi la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato con la stessa Bsb Srl. Richieste che sono state appunto accolte dal Tribunale di Milano.
Secondo la ricostruzione esposta nella sentenza, il magazziniere aveva iniziato a lavorare nell’hub Unieuro nel novembre 2020, in una prima fase con un contratto di somministrazione a tempo determinato (prorogato 8 volte) stipulato con l’agenzia per il lavoro Life In Spa, avente come utilizzatore ivi indicato la cooperativa Cm Logistica, a sua volta appaltatrice di Bsb Srl. Dal settembre 2021, lo stesso addetto era stato assunto con contratto di somministrazione a tempo determinato (con 3 proroghe) da Life In Spa con Bsb come utilizzatore. Nel marzo 2022, l’assunzione presso Life In Spa era diventata a tempo indeterminato, sempre avendo però come utilizzatore Bsb Srl, per missioni – presso lo stesso polo piacentino, nelle attività per Unieuro – oggetto di successive proroghe (l’ultima delle quali con scadenza al 30 giugno 2026).
Nel suo pronunciamento, il giudice tra le altre cose ha richiamato la sentenza n.29577 della Cassazione civile sezione Lavoro del 7 novembre 2025, la quale – si legge – “ha ribadito la nullità dei contratti di somministrazione oltre i 24 mesi e rapporto diretto con l’utilizzatore”, affermando che il superamento di questo limite temporale presso lo stesso utilizzatore “comporta la nullità dei contratti a termine e la costituzione del rapporto diretto”.
Ha inoltre evidenziato come nel caso in questione sia “pacifico che il rapporto si sia protratto oltre il suddetto limite” e questo pertanto debba quindi essere “trasformato in rapporto a tempo indeterminato” alle dipendenze di Bsb Srl “al superamento dei 24 mesi, quindi, nel nostro caso, dal settembre 2023, con inquadramento, risultante dalla documentazione in atti, al Livello V del Ccnl Trasporto Merci e Logistica”.
Nella sentenza si sottolinea inoltre che questi principi trovano applicazione nel caso di contratti di somministrazione a tempo indeterminato “essendo rilevante non tanto la natura a tempo determinato o indeterminato del rapporto di lavoro con l’agenzia di somministrazione” quanto “le concrete caratteristiche delle missioni presso l’utilizzatore”, questo allo scopo di evitare che “tramite il pur formalmente lecito strumento dello staff leasing” non si concretizzi “una precarizzazione del lavoratore in violazione dei principi della direttiva europea”.
Da qui, come detto, la decisione di accertare la sussistenza di un rapporto di lavoro tra le parti, con inquadramento nel livello V del Ccnl Trasporto, Merci e Logistica, a decorrere dal 1° settembre 2023. Bsb è stata inoltre condannata a risarcire il lavoratore con 6 mensilità nonché al pagamento delle spese legali.
Soddisfazione per l’esito della vicenda è stata espressa dalla Filt Cgil di Piacenza, che aveva promosso il ricorso. “Questa sentenza – ha dichiarato il funzionario Karim Mansar – conferma quanto la nostra categoria denuncia da tempo: nella logistica si abusa della somministrazione per coprire posti di lavoro che dovrebbero essere stabili”.
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