Istat: trasporto merci ferroviario stabile nel 2024, mentre cresce quello su strada (+5,2%)
Negli ultimi 10 anni la gomma ha visto i volumi del 29,6%, contro il +13,8% della ferrovia

Su ferrovia sono state movimentate in Italia nel 2024 merci per 22,9 miliardi di tonnellate-chilometro (94,6 milioni di tonnellate), un livello pressoché invariato rispetto all’anno precedente (22,7 miliardi di tonnellate). Parallelamente, i volumi movimentati su strada sono invece cresciuti in modo netto (+5,2%), passando a 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro (per 1.110,5 milioni di tonnellate) rispetto all’anno prima.
Lo si legge nell’ultimo report tematico dell’Istat, che rivela come la tendenza sia ormai strutturale. Considerando infatti l’intero decennio 2014-2024, il trasporto ferroviario merci, in tonnellate-chilometro, ha registrato un incremento del 13,8% (da 20,2 miliardi di tonnellate-chilometro del 2014 appunto ai 22,9 miliardi del 2024), mentre per quello su strada l’incremento è stato del 29,6% (117,8 miliardi di tonnellate-chilometro nel 2014 e 152,7 nel 2024).
Con questi numeri, l’Italia ha comunque acquistato peso tra i paesi europei nel trasporto merci su ferro, contando ora per il 6,1% del totale Ue27 (contro il 5,9% del 2023), valore che la conferma al quarto posto nella graduatoria in termini di tonnellate-chilometro, dietro a Germania (33,6%), Polonia (15,4%) e Francia (8,6%). Un risultato che Istat ritiene “particolarmente significativo” anche in considerazione della minor densità della sua rete ferroviaria rispetto ad altri paesi Ue. Relativamente alle movimentazioni su strada, la Penisola conta per l’8,2% del totale dei paesi Ue in tonnellate-chilometro, posizionandosi così al quinto posto dopo Polonia (19,7%), Germania (15%), Spagna (14,5%) e Francia (9,3%).
Complessivamente, nel 2024 il trasporto terrestre ha movimentato in Italia 1.205,1 milioni di tonnellate di merci, di cui il 92,1% su strada e il 7,9% su ferrovia. In termini di tonnellate-chilometro, la modalità stradale rappresenta l’86,9% del totale.
La preferenza per l’una o per l’altra varia però rispetto al carattere nazionale o internazionale del trasporto. Su ferrovia le merci viaggiano soprattutto per rotte internazionali mentre prediligono la strada per i trasporti interni. Tra questi, la ‘gomma’ rappresenta il 96,8% delle tonnellate movimentate e il 91,7% delle tonnellate-chilometro.
Guardando alle categorie di merce gestita, Istat rileva una prevalenza del ‘gruppo 19’ – ovvero di merci non attribuibili ad una specifica categoria, in cui si inseriscono le movimentazioni di container e casse mobili – per 55,8 milioni di tonnellate e 11,2 miliardi di tonnellate-chilometro, corrispondenti rispettivamente al 59% delle tonnellate movimentate e al 49% delle tonnellate-chilometro realizzate nel corso dell’anno.
Il gruppo relativo ai prodotti in metallo conta per il 12,7% delle tonnellate e il 14,1% delle tonnellate-chilometro movimentate su ferro nel 2024 (con un +6% in termini di tonnellate e +8,6% per le tonnellate-chilometro rispetto al 2023). I prodotti di agricoltura, caccia e pesca con quasi 7 milioni di tonnellate e 1,8 miliardi di tonnellate-chilometro pesano per 7,4% del totale delle tonnellate e il 7,8% delle tonnellate-chilometro realizzate (rispettivamente +1,5% e +18,2% sul 2023).
A differenza del trasporto ferroviario, quello stradale risulta più eterogeneo e varia a seconda del tipo veicolo utilizzato e delle distanze percorse. Nel 2024, ad esempio, il principale è stato quello di prodotti alimentari, bevande e tabacchi, che ha rappresentato il 14,1% delle tonnellate trasportate e il 18% del totale in tonnellate-chilometro. Infine i rifiuti urbani costituiscono il 10,2% delle tonnellate e il 6,6% delle tonnellate-chilometro del trasporto su strada (erano rispettivamente l’11% e il 7,1% nel 2023).
L’analisi di Istat ha inoltre evidenziato come nel trasporto merci su strada sia cresciuta la quota di quello svolto in conto terzi, arrivata nel 2024 a contare per l’87% in tonnellate.
In termini di tonnellate-chilometro, questi sono arrivati a contare per il 95,4% (contro l’89,9% del 2006). Nello specifico, il servizio conto terzi copre l’86,5% delle tonnellate dei viaggi nazionali su strada, mentre il conto proprio gestisce il restante 13,5%. Per i viaggi internazionali, invece, alle imprese di trasporto in conto terzi è affidato circa il 97,9% dei carichi e le imprese in conto proprio gestiscono la quota residuale (2,1%).
Analizzando le quantità di merci trasportate sul territorio nazionale in funzione della distanza percorsa, si evidenzia che il conto proprio movimenta oltre il 23,1% dei carichi del trasporto a corto raggio (fino a 50 chilometri), ma la quota si riduce al 7,6% del totale delle tonnellate di merce trasportata per le medie percorrenze (comprese tra 51 e 300 chilometri) e all’1,8% per le lunghe percorrenze (oltre 300 chilometri).
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