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Trasporti

I vettori marittimi riorganizzano (anche via terra) i servizi per raggiungere il Medio Oriente

Gemini, Msc e Cma Cgm annunciano soluzioni via Turchia o scali occidentali del Mar Rosso

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
13 Marzo 2026
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Jeddah Islamic Port

Anche l’alleanza Gemini ha annunciato l’avvio di nuovo servizio marittimo alternativo per i paesi del Medio Oriente che eviterà lo Stretto di Hormuz, integrato con connessioni via terra.

Lo riporta Dynaliners, segnalando il lancio di un collegamento – ribattezzato AE19 da Maersk e SE4 da Hapag Lloyd – la cui rotazione è ancora da definire nei dettagli, con perno sul porto saudita di Jeddah, affacciato sul Mar Rosso.

Il collegamento raggiungerà nell’ordine Tianjin, Qingdao, Busan, Ningbo, Shanghai, Tanjung Pelepas, poi “hub del Mediterraneo occidentale”, quindi “hub del Mediterraneo orientale”, quindi Jeddah, poi nuovamente hub del Mediterraneo occidentale e orientale, quindi Singapore e di nuovo Tianjin.

Come segnala la pubblicazione, Msc offre già, tramite i servizi Jade e Dragon, soluzioni che raggiungono i porti sauditi di Jeddah e King Abdullah, pure sul Mar Rosso, e da lì via terra Dammam, Riyadh, Jubail, Bahrein, Kuwait, Hamad, Jebel Ali e Abu Dhabi.

In aggiunta, la compagnia ha annunciato connessioni via terra per raggiungere dalla Turchia le città irachene di Zakho, Dohuk, Mosul, Erbil, Sulaymaniyah e Baghdad, che in particolare si possono allacciare ai collegamenti marittimi Phoenix (via Iskenderun) e Tiger (via Mersin)

Una soluzione simile è stata adottata anche da Cma Cgm, per i carichi destinati all’Iraq. Questa prevede lo sbarco di container, dal servizio Phoenician Express (BEX2) a Mersin, con Dohuk, Ervil e Sulaymaniyah come destinazioni possibili.

L’evoluzione sopra descritta, secondo Loadstar, sta facendo emergere tra le altre cose l’importanza dei porti occidentali dell’Arabia Saudita come snodi fondamentali per gestire i traffici merci in questa fase di guerra. Mawani, ovvero l’authority che gestisce i porti sauditi, ha peraltro lanciato proprio ieri l’iniziativa Logistics Corridors, che mira a creare rotte per la ricezione di container e merci reindirizzati dai porti della regione orientale e dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (ovvero Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar, oltre alla stessa Arabia Saudita) verso Jeddah e altri porti sauditi sulla costa del Mar Rosso, “con l’obiettivo di migliorare l’efficienza della supply chain e facilitare la movimentazione delle merci tra gli scali del Regno.”

Secondo quanto evidenziano dati di eeSea, parte della società di analisi Xeneta, nella giornata di ieri erano 5 le navi ormeggiate nel porto di Jeddah, mentre quattro erano in attesa in rada e altre 25 erano dirette verso lo scalo con arrivo stimati entro la fine del mese. Considerando che di queste ultime solo 16 risultano impiegate in servizi che scalano regolarmente il porto, le toccate effettuate dalle altre sarebbero tutte frutto di deviazioni.

Logistics Corridors, secondo le autorità saudite, rappresenta anche un passo importante verso una maggiore integrazione delle procedure doganali e logistiche tra i porti del paese e quelli dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Durante la presentazione è stato inoltre evidenziato che tutti i porti doganali del Regno offrono la possibilità di transito verso i paesi del Consiglio, con il supporto di magazzini doganali. Complessivamente gli scali sauditi lungo la costa del Mar Rosso dispongono “di una capacità annuale complessiva superiore a 18,6 milioni di Teu”.

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