Idrogeno rinnovabile: ok dell’Ue al piano italiano da 6 miliardi per la produzione
Nuove opportunità di decarbonizzazione per i comparti dello shipping e della logistica commerciale con la generazione di 200.000 tonnellate di vettore pulito all’anno
La Commissione europea ha confermato ieri l’autorizzazione al programma di aiuti di Stato SA.118992, da 6 miliardi di euro notificato dall’Italia per incentivare l’idrogeno rinnovabile. L’intervento è incentrato sui comparti industriale e del trasporto, ed ha l’obiettivo di accelerare la transizione energetica attraverso il rafforzamento della capacità produttiva del Paese. La finalità è il raggiungimento di una quota annua pari a 200.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno, generato sia via elettrolisi da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili sia l’idrogeno prodotto da fonti biogeniche attraverso processi biologici, biotermochimici e termochimici.
Per le imprese attive nello shipping e nell’autotrasporto, l’elemento più rilevante del piano è l’adozione dei contratti bilaterali per differenza. Questo schema prevede che un prezzo di esercizio venga stabilito attraverso procedure di gara competitiva. Se il valore dei combustibili alternativi usati dai trasportatori risulta inferiore a tale soglia, il produttore di idrogeno riceve un’integrazione dallo Stato; viceversa, se il prezzo di mercato eccede il riferimento, l’eccedenza viene restituita alle casse pubbliche. Questo ‘meccanismo’ è stato concepito per fornire stabilità ai costi di esercizio e mitigare i rischi finanziari, rendendo l’impiego dell’idrogeno una scelta economicamente percorribile per le flotte commerciali.
La Commissione europea ha giustificato la misura sostenendo che, senza un adeguato supporto pubblico, il mercato dell’idrogeno verde difficilmente riuscirebbe a scalare in tempi brevi. Il carattere proporzionato dell’aiuto di Stato è garantito dall’utilizzo di gare competitive, che assicurano che le risorse pubbliche siano calibrate esclusivamente sulla differenza di costo rispetto alle fonti fossili. Con una validità estesa fino al 31 dicembre 2029, il regime offre agli operatori un quadro temporale certo per programmare gli investimenti necessari al rinnovo dei mezzi e al potenziamento delle infrastrutture logistiche.
Il provvedimento, spiega il comunicato stampa della Commissione Europea, si colloca all’interno della strategia comunitaria per l’idrogeno e del Clean Industrial Deal, con l’intento di unire la filiera energetica a quella dei trasporti. La disponibilità di 200.000 tonnellate di prodotto a prezzi controllati costituisce la condizione essenziale affinché i veicoli a basse emissioni possano effettivamente operare sul mercato. Il nulla osta di Bruxelles segna così il passaggio definitivo dalla fase delle sperimentazioni pilota a quella di una vera e propria applicazione industriale dell’idrogeno su scala nazionale.
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