Dogane e supply chain: cosa cambia davvero con la Riforma dell’Unione Doganale
La Riforma dell’Unione Doganale ridisegna la supply chain. Il percorso formativo di C-Trade e ITS Move prepara Responsabili Doganali AEO a trasformare la complessità in vantaggio competitivo. Promo Early Bird fino al 26/06
== COMUNICAZIONE AZIENDALE ==
Il 27 giugno 2025 il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la propria posizione comune sul nuovo Codice Doganale dell’Unione, avviando ufficialmente il dialogo con Parlamento e Commissione per la sua approvazione.
La Riforma non si presenta come un aggiornamento tecnico, bensì come un cambio di paradigma. L’obiettivo dichiarato è costruire una dogana europea capace di gestire centralmente un commercio globale dominato da flussi digitali, catene logistiche frammentate, obiettivi di sostenibilità, reshoring e equilibri geopolitici precari.
Alcune fonti stimano l’approvazione definitiva prima dell’estate. In ogni caso, il tempo per adeguarsi alle novità non è molto: si tratta di cambiamenti strutturali che le aziende, per forza di cose, dovranno recepire gradualmente. Non bisogna lasciarsi ingannare dal fatto che l’entrata in vigore dei nuovi strumenti sia prevista tra il luglio 2028 ed il 2032.
Sono tre i pilastri che reggono l’architettura della riforma: una nuova partnership con le imprese, un approccio più intelligente ai controlli, un sistema di e-commerce più moderno e affidabile. Per chi si occupa di supply chain internazionale e per tutte le imprese, l’obbligo è quello di prepararsi adeguatamente a un futuro non così lontano.
1. Digitalizzazione, semplificazione e centralizzazione: arriva il Customs Data Hub
Il cuore della riforma è l’EU Customs Data Hub: un ambiente digitale unico in cui confluiranno i dati di tutte le dichiarazioni doganali unionali, nonché le informazioni presenti in tutti i documenti, emessi da altre autorità e coinvolte nel processo doganale.
Una vera rivoluzione, per chi si occupa di supply chain.
Tramite apprendimento automatico e intelligenza artificiale, il Data Hub restituirà alle autorità doganali una visione panoramica a 360 gradi delle catene di approvvigionamento e della circolazione delle merci, spostando il controllo dal flusso fisico al flusso informativo. A supervisionare l’intero sistema sarà la nuova EU Customs Authority (EUCA), con sede a Lille, un’autorità centrale che supervisionerà più agilmente il flusso delle merci EU grazie alla loro completa digitalizzazione.
L’analisi dei rischi diviene il fulcro del processo doganale, la dichiarazione è solo un mezzo di trasmissione di dati: non meno controlli, ma controlli più intelligenti. Per le aziende questo può voler dire burocrazia, tempi e spese ridotte, a patto di arrivare al 1° luglio 2028 – data dell’entrata in vigore dell’EU Customs Data Hub – preparati sui nuovi processi dichiarativi digitali.
2. Da AEO a Trust & Check Trader: lo sdoganamento senza intervento doganale attivo
Le aziende con processi operativi e sistemi di approvvigionamento completamente trasparenti, che garantiscono alle autorità doganali accesso continuo ai propri sistemi IT, potranno operare nel territorio dell’Unione senza alcun intervento doganale attivo, pur nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza e antifrode. Non dichiarazioni semplificate, non controlli ridotti: assenza di intervento. Una soglia di autonomia operativa che non ha precedenti nel sistema doganale europeo, ma che presuppone un elevato grado di compliance, in assenza del quale la perdita di ogni beneficio autorizzativo è legge.
Si tratta di un’evoluzione del programma Operatori Economici Autorizzati: le aziende più affidabili diventano Trust and Check Trader per l’autorità doganale, soggetti con un grado di autonomia più alto, ma con responsabilità maggiori.
3. Fine della franchigia sui pacchi sotto i 150 euro: le piattaforme diventano importatori
È la misura con l’impatto più immediato e più visibile per chi gestisce flussi di e-commerce internazionali. Dal 1° luglio 2026 sarà operativa l’eliminazione della franchigia doganale per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE. Contestualmente, fino al 1° luglio 2028 — data in cui il Customs Data Hub diventerà operativo per l’e-commerce — si applica un dazio transitorio di 3 euro per articolo. Dal 2028, tutte le merci del commercio elettronico, indipendentemente dal valore, saranno soggette all’aliquota normale. A parziale mitigazione dell’onere, la riforma prevede un sistema semplificato di calcolo con sole quattro possibili aliquote daziarie per le spedizioni di valore più modesto.
Il concetto è semplice, l’onere non sarà più a capo del consumatore, bensì per le piattaforme online, che diventano importatori a tutti gli effetti, responsabili della riscossione dei dazi doganali e dell’IVA al momento dell’acquisto, con un aumento del gettito previsto stimato dalla Commissione in oltre 1 miliardo di euro all’anno.
Perché portare il know-how doganale dentro l’azienda è importante
Le tre novità della riforma hanno un denominatore comune: aumentano la complessità delle decisioni doganali e, al tempo stesso, premiano chi le sa governare dall’interno. Non basta adeguarsi alla norma: bisogna anticiparla, integrarla nei processi decisionali, farla dialogare con le funzioni commerciale, finanziaria e logistica.
Per azzerare la possibilità di errore e cogliere le opportunità che la riforma introduce, si rende necessario portare il know-how doganale all’interno dell’azienda, creando un team con le competenze per pensare al flusso doganale in modo strategico: scegliendo Paesi, fornitori e processi di produzione sulla base delle normative del paese di partenza e di quello di arrivo, e degli accordi commerciali tra gli stessi. Trasformando la dogana da problema da risolvere in leva di business.
Il percorso formativo di C-Trade e ITS Move Academy
Proprio a tal fine, C-Trade, società di consulenza e formazione doganale con oltre 10 anni di esperienza, e ITS Move Academy, realtà primaria nella formazione professionale, lanciano il percorso formativo per Responsabile delle Questioni Diganali ai fini AEO accreditato da Agenzia Dogane e Monopoli.
In partenza a settembre 2026, il percorso – giunto alla seconda edizione – formerà figure professionali in grado di gestire le dinamiche doganali avendo chiaro il quadro geopolitico e di economia politica internazionale.
Il programma è ampio e vario, ricco di case history, applicazione pratica e riferimenti all’attualità. L’obiettivo è quello di integrare in modo concreto e subito applicabile la disciplina doganale nei processi aziendali – dalla pianificazione dell’export alla gestione documentale, dalla classificazione merci agli accordi internazionali, fino alla gestione del rischio – formando figure in grado di far dialogare la dogana con le diverse funzioni aziendali coinvolte (supply chain manager, finanza, commerciale ecc.).
Non si tratta di rendere semplici le complessità doganali, ma di spiegare in parole semplici una realtà complessa, ricorrendo a esperienze, non a concetti.
Il corso si rivolge tanto a figure non ancora certificate – supply chain manager, responsabili della logistica, export manager, spedizionieri ecc.- quanto a responsabili delle questioni doganali AEO che vogliano restare al passo con l’evoluzione normativa e pratica.
Non solo 200 ore e AEO: il percorso si divide in moduli, che possono essere fruiti anche singolarmente e pacchetti di lezioni a scelta del discente, per un approfondimento professionale e personale che vada oltre l’obbligo normativo.
Percorso formativo online
Responsabile delle questioni doganali ai fini AEO
Periodo: settembre 2026 – aprile 2027
Modalità di svoglimento: online, con esame in presenza
Prezzo: 3.500€ 2.800€ per iscrizioni entro il 26 giugno 2026
Corso fruibile in singoli moduli con prezzi specifici per ogni modulo.
Info e iscrizioni su c-trade.it
