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Logistica

Interporto Pordenone fissa i paletti della newco per la gestione del terminal intermodale

Privati al 60% e durata fino a 19 anni per la futura società a capitale misto

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
4 Giugno 2026
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Dopo un 2025 di “tenuta e consolidamento”, sia sul piano economico sia su quello infrastrutturale, l’interporto Centro Ingrosso di Pordenone si prepara ad affrontare il percorso verso la costituzione della newco pubblico‑privata si occuperà della gestione del terminal intermodale.

In una informativa ai soci presentata durante l’assemblea di approvazione del bilancio, la società di gestione dello scalo ha delineato i punti principali dell’operazione, parte del Piano Industriale 2025–2030 e volta a “garantire stabilità, sviluppo e competitività a una delle infrastrutture logistiche più importanti del Friuli Venezia Giulia”.

Il primo è quello relativo alle quote. Secondo il progetto, la newco vedrà infatti il socio privato al 60%, al fianco dell’interporto cui resterà il rimanente 40%. Il secondo è quello relativo alla durata della società e dello stesso contratto di gestione del terminal, fissata in 12 anni, prorogabili fino a 19. Come noto, il suo obiettivo sarà quello di sviluppare, commercializzare e gestire i servizi intermodali ferroviari e stradali, oltre alle attività complementari. Rispetto alla forma, è previsto che sia “una società di capitali, con orientamento attuale verso la forma di Srl”.

Oltre alla gestione operativa del terminal intermodale e dei servizi ferroviari e stradali, l’interporto sta valutando altri elementi come “possibilità di esercizio diretto di impresa ferroviaria; canone di utilizzo dell’infrastruttura composto da quota fissa e variabile; rappresentanza del socio pubblico negli organi di governance; facoltà di assorbire il personale attualmente impiegato nel terminal, salvaguardando professionalità e competenze; possibile conferimento alla Newco delle attrezzature di movimentazione già acquisite da Interporto”.

“Vogliamo costruire un modello che metta al centro il territorio e che allo stesso tempo dialoghi con i grandi operatori internazionali della logistica” ha evidenziato l’amministratore delegato Sergio Bolzonello. Secondo la società, negli anni passati il modello attuale ha infatti mostrato “limiti significativi”, dalla “scarsa integrazione con il tessuto industriale locale”, alla “debole attività di marketing”, per passare alla “vulnerabilità ai cambiamenti del mercato” e al rischio di “lock‑in” dei flussi verso terminal concorrenti.

Con la presentazione dell’informativa ai soci, spiega ancora la nota, prenderà ora il via il procedimento previsto dal Tusp (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica). Nell’ordine, i passaggi previsti sono una delibera del Cda con motivazione analitica; la trasmissione dell’atto ad Agcm (l’Autorità garante della concorrenza e dei mercati) e alla Corte dei Conti; le delibere degli enti soci (Camera di Commercio Pordenone-Udine, Comune di Pordenone, altri soci); una delibera dell’assemblea dei soci di Interporto; la gara pubblica per la scelta del socio privato di maggioranza; e infine la costituzione della Newco e la stipula del contratto di gestione.

Come detto la presentazione dell’informativa sulla newco è avvenuta nel corso della assemblea dei soci di Interporto, la quale ha anche approvato il bilancio d’esercizio 2025, chiuso con un utile netto di 338.617 euro e un valore della produzione in crescita (+7,41%) a 4.734.228 euro, “trainato principalmente dal settore immobiliare e dal rafforzamento dell’attività intermodale.

Nel corso dell’anno lo scalo ha anche proseguito nel percorso di sviluppo infrastrutturale previsto dal Piano Industriale 2025–2030, realizzando interventi relativi sia al comparto immobiliare sia all’area intermodale. Tra le opere più rilevanti figurano il completamento dell’ampliamento del Centro Servizi, destinato a ospitare i nuovi uffici della società, e la realizzazione del piazzale a servizio della Motorizzazione Civile. Sono stati inoltre avviati interventi mirati al contenimento dell’impatto acustico, con l’installazione di barriere mobili all’interno del terminal intermodale, e completati i lavori per il parcheggio di accesso al terminal.

Sul fronte ferroviario, il 2025 ha visto l’avanzamento delle opere di ampliamento del piazzale intermodale, e la prosecuzione dei lavori relativi alla asta di manovra da 750 metri. L’intervento, spiega la società, ha incontrato alcune criticità tecniche nel corso dell’esercizio, superate però nei primi mesi del 2026.

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