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Trasporti

Viaggi a vuoto e spedizioni frammentate pesano sulle Pmi del Piemonte

La regione, secondo uno studio di Tp – Trasporti Pesanti, rappresenta un caso emblematico di limiti strutturali e potenzialità di efficientamento del sistema logistico

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
22 Giugno 2026
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Il trasporto merci non incide solo sui costi logistici, ma sull’intera capacità produttiva del territorio. In Piemonte, dove il tessuto produttivo è costituito perlopiù (90%) da Pmi, a pesare sulle imprese sono in particolare la frammentazione delle spedizioni e i viaggi a vuoto.

È quanto sostiene una analisi di TP – Trasporti Pesanti (Gruppo Storti), sulla base di dati interni, elaborazioni su fonti pubbliche e di settore.

Nella regione, ha rilevato lo studio, molti flussi logistici si sviluppano su tratte medio-brevi, dove emergono soprattutto inefficienze legate a spedizioni frammentate e limitata integrazione lungo la filiera. Una dinamica coerente con il quadro europeo (dove in media il 20% dei chilometri percorsi dai mezzi pesanti è effettuato a vuoto) e con quello italiano (dove la quota può toccare il 23–25% secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Logistics 4.0, Politecnico di Milano), con conseguenze su percorrenze, tempi di attesa e variabilità delle consegne.

A questo scenario va aggiunta la tendenza delle aziende a ridurre le scorte di magazzino, aumentando quindi frequenza e frammentazione delle spedizioni soprattutto nelle filiere manifatturiere più rapide e distribuite.

In ambito urbano e periurbano, inoltre, pesa la congestione, che incide sui tempi di consegna e sulla prevedibilità delle percorrenze. In particolare secondo lo studio, basato su elaborazioni su dati Inrix e TomTom Traffic Index, Torino è tra le principali aree urbane italiane per ore perse nel traffico, con effetti che si riflettono sul sistema logistico dell’intera regione, dai collegamenti verso Novara e Alessandria fino ai distretti manifatturieri di Cuneo, Biella, Asti e Vercelli. Le inefficienze date da percorrenze non ottimizzate, soste prolungate e bassa saturazione dei mezzi incidono molto considerando che il carburante rappresenta tra il 25% e il 35% dei costi di esercizio del trasporto su gomma.

Nel modello produttivo piemontese, caratterizzato da filiere corte e produzioni su commessa, la frequenza delle spedizioni – rileva ancora l’analisi – aumenta la complessità e variabilità della pianificazione, con richieste spesso urgenti e difficoltà nella gestione degli slot di carico e scarico. In molti casi, il principale fattore di costo non è quindi la distanza, ma l’organizzazione del flusso, che determina l’efficienza del trasporto.

Secondo Tp, società specializzata nel trasporto a carico completo, è proprio la saturazione dei mezzi uno degli elementi chiave dell’efficienza operativa. Questa può essere incrementata lavorando su pianificazione, ottimizzazione dei percorsi e presidio commerciale territoriale (a questo riguardo l’azienda rivendica di essere riuscita a portare la sua dall’83% del 2024 a oltre il 90% nel 2026).

Un’altra soluzione può essere trovata inoltre, sfruttando la prossimità geografica tra clienti, punti di carico e destinazioni, allo scopo di ridurre i chilometri a vuoto e migliorare l’efficienza dei flussi logistici.

“Nei distretti industriali la logistica viene spesso considerata un costo a basso valore aggiunto – ha sottolineato Massimo Storti, Chief Operating Officer di Tp – ma è in realtà una variabile che incide direttamente sulla effettiva presenza sul mercato delle aziende”. In questo senso il Piemonte, ha concluso, “rappresenta un caso emblematico, sia per i limiti strutturali sia per le potenzialità di efficientamento del sistema logistico.”

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