Volumi in calo a livello globale per il trasporto aereo merci
L’ultimo rapporto di WorldACD evidenzia come pesino geopolitica e stagionalità sull’andamento di mercato, mentre i noli si stabilizzano

Il mercato mondiale del trasporto aereo merci rallenta ancora. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da WorldACD Market Data, relativi alla settimana 30 del 2026 (20-26 luglio), che evidenziano una contrazione generalizzata dei volumi trasportati, influenzata sia dal tradizionale rallentamento estivo sia dalle persistenti tensioni geopolitiche che continuano a condizionare alcune delle principali rotte internazionali.
Su base settimanale, la flessione più marcata si registra in Africa (-7%), seguita dall’Asia-Pacifico (-5%). Europa e area Medio Oriente-Asia Meridionale (MESA) segnano entrambe un calo del 2%, mentre Nord America e Centro-Sud America limitano le perdite all’1%. Considerando le ultime due settimane rispetto alle due precedenti, il mercato globale registra una diminuzione del 2%, con il Nord America unica macroregione in controtendenza (+2%).
Secondo WorldACD, una parte del rallentamento è riconducibile alla fisiologica stagionalità estiva, già osservata nello stesso periodo negli ultimi anni. A incidere sull’andamento del mercato sono però soprattutto le tensioni internazionali, che continuano a influenzare la regolarità delle catene logistiche e la capacità disponibile.
Tra le aree più penalizzate figura il Medio Oriente. Il protrarsi delle ostilità nel Golfo Persico ha determinato una riduzione dei flussi cargo dall’area MESA verso l’Europa (-2%) e verso gli Stati Uniti (-1%). Particolarmente significativo il dato di Dubai, dove le spedizioni dirette sia al mercato europeo sia a quello statunitense sono diminuite del 14% nel giro di una sola settimana.
Anche l’Africa evidenzia un netto rallentamento, soprattutto sulle rotte verso l’Europa, che rappresentano circa la metà della flessione complessiva registrata dal continente. A pesare sono ancora gli effetti delle difficoltà nei collegamenti attraverso il Mar Rosso e le recenti interruzioni operative che hanno interessato diversi vettori mediorientali.
Non migliora la situazione nell’Asia-Pacifico, dove i volumi risultano in diminuzione sia all’interno della regione sia verso quasi tutte le principali destinazioni internazionali. I traffici intra-asiatici arretrano del 7%, mentre quelli verso l’Europa registrano un calo del 4% e quelli diretti nell’area MESA del 6%. Più contenuta la flessione verso gli Stati Uniti (-1%).
Tra i principali mercati esportatori, il Giappone registra il peggior risultato sulle rotte verso l’Europa, con un calo del 17%. Continua inoltre la fase negativa di Hong Kong, i cui volumi verso il mercato europeo risultano inferiori del 23% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A incidere è stato anche il passaggio del tifone Noul, che il 26 luglio ha provocato la cancellazione di circa 350 voli all’aeroporto internazionale della città. Anche la Cina continentale registra una flessione del 5%, dovuta in parte anche alla fine dell’esenzione “de minimis” per le spedizioni di piccoli pacchi destinate all’Unione Europea.
Non mancano tuttavia alcuni segnali positivi. La domanda generata dalle filiere dell’intelligenza artificiale continua infatti a sostenere i traffici verso gli Stati Uniti provenienti da Singapore, Corea del Sud, Taiwan e Vietnam, confermando il ruolo crescente del comparto high-tech nel mercato del cargo aereo.
Sul fronte dell’offerta, la capacità globale si riduce dell’1%, con contrazioni più evidenti dalla Cina (-3%), dal Nord-Est asiatico (-2%) e soprattutto da Hong Kong (-6%), dove le cancellazioni dei voli hanno limitato la disponibilità di spazio cargo. Ancora più marcata la riduzione nell’area del Golfo, dove la capacità è diminuita del 7% in seguito al recente aggravarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Dopo quattro settimane consecutive di ribasso, arrivano invece segnali di stabilizzazione per i noli. La tariffa media mondiale è salita marginalmente da 3,01 a 3,02 dollari al chilogrammo. Gli incrementi più evidenti riguardano l’Africa (+5%), mentre Asia-Pacifico ed Europa registrano un lieve aumento dell’1%. Continuano invece a diminuire le tariffe da Centro e Sud America (-4%), dall’area MESA (-2%) e dal Nord America (-1%).
Secondo WorldACD, la stabilizzazione dei prezzi è strettamente collegata alla ripresa del costo del carburante per l’aviazione. Dopo il marcato calo registrato a giugno, il prezzo del jet fuel è tornato a crescere nel mese di luglio, sostenuto dalle nuove tensioni in Medio Oriente, determinando un aumento dei supplementi carburante applicati dai vettori.
Nel complesso, il quadro delineato da WorldACD conferma un mercato cargo ancora caratterizzato da una domanda debole e da un contesto operativo incerto, nel quale i fattori geopolitici continuano a influenzare sia i flussi commerciali sia la capacità disponibile. In questo scenario, i traffici legati all’industria dell’intelligenza artificiale rappresentano uno dei pochi elementi di sostegno, mentre l’evoluzione dei costi energetici continuerà a incidere sull’andamento dei noli anche nelle prossime settimane.
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