A gonfie vele (+8,5%) nel 2025 l’export italiano di uva da tavola
Il 55% della produzione venduta all’estero proviene dalla Puglia
L’export di uva italiana da tavola che ha chiuso la campagna 2025 con vendite per 973 milioni (+8,5%) e 437mila tonnellate (+16%), per il 60% relative alla produzione pugliese. In particolare il fatturato realizzato all’estero mostra un incremento del 31% nell’arco di 5 anni (a fronte di un declino delle quantità del 6,3% nello stesso periodo), andando a rappresentare ora il 61% del totale.
Lo ha segnalato Ismea in occasione della quarta edizione di ‘Regina di Puglia’, manifestazione voluta dal Comune di Noicattaro, nel Barese, e sostenuta dalla rete “Le Terre dell’Uva”, a cui hanno preso parte buyer provenienti da otto Paesi europei – tra loro per la prima volta rappresentati di Paesi Bassi e Svezia – e dagli Emirati Arabi nonché della Grande distribuzione organizzata.
Il risultato delle vendite all’estero, secondo l’istituto, si deve alla continuità produttiva dei due poli principali, ovvero Sicilia, da cui provengono le prime raccolte, effettuate tra maggio e giugno, che coprono il 39% del mercato, e dalla Puglia con il 55%, che – prima anche per superfici dedicate – garantisce il prodotto fino all’inizio dell’inverno.
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