Ok dall’Ue al sostegno economico dell’Italia alle manovre ferroviarie nei porti
L’incentivi, erogato dalle Autorità di Sistema Portuale, potrà raggiungere i 500mila euro annui

La Commissione Europea ha dato il suo ok al sostegno economico italiano a favore delle manovre ferroviarie merci nei porti, ritenendolo in linea con la normativa sugli aiuti di Stato. Lo riferisce Fermerci, che per voce del direttore generale Giuseppe Rizzi ha parlato del via libera come di una “svolta storica” in un momento “particolarmente critico” per il comparto.
“È la prima volta che viene concesso un aiuto di questo tipo al settore. L’incentivo prevede una riduzione delle tariffe per gli operatori del trasporto ferroviario merci e i loro clienti”.
Nel dettaglio il Ferrobonus portuale – così lo ha ribattezzato l’associazione – potrà essere erogato, facoltativamente, dalle Autorità di Sistema Portuale fino a un massimo di 500.000 euro ciascuna per anno (indipendentemente dal numero di scali gestiti), per un totale di 6 milioni di euro l’anno e quindi di 30 milioni complessivi nel periodo di riferimento di autorizzazione, fissato dalla Commissione Europea a un massimo di 5 anni.
Il contributo è rivolto agli operatori di manovra, che dovranno ribaltare alle imprese ferroviarie il 50% dello stesso, appunto seguendo il modello già in essere con il Ferrobonus.
Nel dettaglio, il sostegno sarà calcolato per ogni singolo treno, sulla base dei costi effettivi e documentati del servizio di manovra per ogni convoglio.
Secondo quanto riferito alla Commissione Europea, le autorità italiane hanno stimato che il costo medio di manovra sostenuto per ogni treno dalle imprese ferroviarie sia in media di 793 euro per un convoglio di 480 metri. La recente riduzione del volume del traffico ferroviario merci che si è osservata anche nei porti sta inoltre generando ulteriori incrementi delle tariffe, dato che chi svolge servizi di manovra deve ripartire i costi fissi elevati necessari per espletarli su un numero più ristretto di convogli.
La norma sull’incentivazione alle manovre ferroviarie nei porti era stata inclusa nella legge di Bilancio 2025, su proposta della stessa Fermerci, a valere fino al dicembre 2026. Al riguardo l’associazione ha evidenziato ora che è “già stato proposto un emendamento al Decreto Milleproroghe, attualmente in conversione presso la Camera dei Deputati, per prolungare i termini della misura”.
Dopo il via libera di Bruxelles, aggiunge l’associazione, è ora atteso il decreto interministeriale necessario all’attuazione della misura. Successivamente le AdSP potranno procedere, facoltativamente, con l’emanazione dei bandi per l’assegnazione del contributo.
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