Chiude Amex Spa, che cura la logistica Piaggio a Pontedera
L’azienda opera in subappalto da Ceva Logistics e Dsv gestendo magazzino ricambi e carico del prodotto finito

Cesserà le attività il prossimo 31 gennaio Amex Spa, che gestisce in subappalto le attività logistiche di Piaggio a Pontedera, operando nello stesso stabilimento del gruppo.
Più precisamente Amex Spa gestisce per conto di Ceva Logistics il magazzino ricambi e per Dsv il carico del prodotto finito. Causa della crisi, si deduce da quanto riportato in una nota a firma di Filt Cgil Pisa e Uiltrasporti Toscana, sarebbe un cambio di appalto deciso dalla committente.
“Novantanove lavoratori rivendicano l’applicazione della clausola sociale a salvaguardia della continuità occupazionale e di reddito, ma ad oggi non è stato possibile conseguire un accordo sindacale di passaggio per l’indisponibilità delle due multinazionali in appalto a garantire la riassunzione di tutto il parco dei lavoratori” si legge nel comunicato delle due organizzazioni. In particolare, secondo Filt Cgil Pisa e Uiltrasporti Toscana, la situazione “sta mettendo a rischio di espulsione dallo stabilimento 12 addetti che da anni contribuiscono, con il proprio lavoro, alle fortune di entrambe”.
Una prima azione di sciopero è stata messa in atto ieri dai lavoratori, mentre i due sindacati annunciano “altre iniziative di contrasto per rivendicare con forza che i cambi appalto non devono essere l’occasione per licenziamenti”.
Secondo Filt Cgil Pisa e Uiltrasporti Toscana, la vicenda dovrebbe fare da campanello di allarme per “far riflettere tutte le maestranze Piaggio e non solo i lavoratori in appalto”, date le “difficoltà produttive dello stabilimento”.
Piaggio, scriveva la Uiltrasporti al termine di un incontro con la dirigenza che si era svolto lo scorso settembre, sta attraversando “una situazione difficile, a causa di dinamiche internazionali e di mercato piuttosto pericolose, ma con l’obiettivo di una ripresa nel prossimo futuro”. Criticità in particolare legate a una forte pressione sui prezzi che favorisce la concorrenza a basso costo dei concorrenti asiatici così come alla “sostanziale scomparsa della filiera dei fornitori in Italia e in larga parte di Europa”. Per il 2026 l’azienda aveva prospettato una ripresa, mettendo però in guardia rispetto agli effetti di incertezze e tensioni internazionali.
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