Per Fs un semestre in frenata per i treni merci tra geopolitica e maltempo
Nei primi sei mesi dell’anno le società del polo cargo hanno movimentato 8.742 milioni di tonnellate-km, in calo del 7,3% rispetto agli 9.428 milioni dello stesso periodo 2025

Il primo semestre 2026 segna una battuta d’arresto per il business del trasporto merci del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che sconta un contesto internazionale complesso e alcune criticità operative interne.
Nei primi sei mesi dell’anno corrente le società del gruppo hanno movimentato 8.742 milioni di tonnellate-km, in calo del 7,3% rispetto agli 9.428 milioni dello stesso periodo 2025. La componente estera, pari a 4.418 milioni di tonnellate-km, mostra invece una leggera crescita (+0,7%), segno che la flessione è concentrata soprattutto sul mercato nazionale. Anche l’offerta si riduce: i treni-km scendono a 18.126 mila (-9,2%), di cui 8.873 mila all’estero (-3,5%).
Il documento attribuisce questo andamento, comune a molti operatori ferroviari merci europei, alle forti tensioni geopolitiche legate al conflitto tra Iran e Stati Uniti, che hanno portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz e alle deviazioni dei traffici marittimi containerizzati, ampliando l’incertezza sugli scambi internazionali.
I ricavi operativi si fermano a 692 milioni di euro, in flessione di 19 milioni rispetto al 2025, principalmente a causa dei minori ricavi di Mercitalia Intermodal (-17 milioni) e di Mercitalia Rail (-5 milioni), riconducibili alla contrazione del traffico nazionale e internazionale dovuta a soppressioni per lavori infrastrutturali e per eventi di maltempo — tra cui la chiusura del traffico in Sicilia nei primi mesi dell’anno e i cantieri sulla rete nazionale e tedesca.
L’Ebitda si attesta a 22 milioni di euro, in calo di 18 milioni (-45%), riflettendo direttamente la contrazione dei ricavi. Il Risultato operativo (Ebit) peggiora ulteriormente, arrivando a -60 milioni di euro (-31 milioni rispetto al 2025), penalizzato anche da maggiori ammortamenti per 13 milioni di euro legati al rinnovo dei contratti di leasing del materiale rotabile.
Includendo un saldo della gestione finanziaria negativo per 27 milioni di euro (in peggioramento di 5 milioni) e imposte negative per 1 milione, il Risultato netto di periodo si chiude a -88 milioni di euro, contro i -55 milioni dello stesso periodo 2025.
Al 30 giugno 2026 il Capitale investito netto del settore merci ammonta a 1.339 milioni di euro (+43 milioni rispetto a fine 2025), la Posizione finanziaria netta sale a 1.219 milioni di euro (+136 milioni, +12,6%), mentre i mezzi propri si riducono a 120 milioni di euro, un calo di 93 milioni (-43,7%) dovuto in larga parte alla perdita del periodo.
Nonostante il calo dei risultati economici, il Gruppo Fs prosegue nel piano di rinnovo della flotta merci: nel semestre sono stati realizzati investimenti tecnici per 118 milioni di euro, destinati al rinnovo e alla manutenzione del parco locomotive e carri. Circa il 61% degli investimenti è realizzato da Mercitalia Rail e il 15% da Mercitalia Shunting & Terminal; la parte restante fa capo alle altre società del comparto in Italia (FS Logistix, Mercitalia Intermodal, Terminal Alptransit, Bluferries) e in Germania (TX Logistik e la controllata Exploris).
Tra le consegne del periodo si segnalano 10 locomotive Traxx per Mercitalia Rail, 12 camion, 2 caricatori e 13 locomotori destinati alla movimentazione merci, forniti in leasing da Mercitalia Rail a Mercitalia Shunting & Terminal.
Dopo la chiusura del semestre, a partire dal 2 luglio 2026, Fs Logistix Spa ha acquisito il controllo integrale di Mercitalia Intermodal Spa, ripianando le perdite pregresse della società e ricostituendone il capitale sociale a 500 mila euro — un’operazione che rafforza il presidio diretto del gruppo sul segmento del trasporto combinato.
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