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Italia al 26esimo posto per connettività globale secondo Dhl

L’Italia ha raggiunto la 26esima posizione del DhlGlobal Connectedness Index (Gci) 2020, indice che si propone di analizzare i flussi internazionali del commercio, dei capitali, delle informazioni e delle persone in 169 nazioni e territori incrociando oltre 3,5 milioni di dati. La classifica – che riguarda l’andamento nel 2019 – vede in cima i Paesi […]

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8 Marzo 2021
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L’Italia ha raggiunto la 26esima posizione del DhlGlobal Connectedness Index (Gci) 2020, indice che si propone di analizzare i flussi internazionali del commercio, dei capitali, delle informazioni e delle persone in 169 nazioni e territori incrociando oltre 3,5 milioni di dati.
La classifica – che riguarda l’andamento nel 2019 – vede in cima i Paesi Bassi come paese ‘più connesso al mondo’, seguiti da Singapore, Belgio, Emirati Arabi e Irlanda. L’Europa è il continente più globalizzato in termini di flussi commerciali e di persone, con 8 nazioni che si collocano nella top 10 (oltre all’Irlanda, gli altri sono Danimarca, Regno Unito, Paesi Bassi, Lussemburgo, Svizzera, Belgio e Malta).
L’Italia come detto si è aggiudicata il 26° posto dell’indice, con un punteggio di 70 punti, pari a quello della classifica 2017 rispetto alla quale però sale di un gradino. Sopra di lei Hong Kong, in 25esima posizione, mentre sul gradino successivo, il 27esimo, si colloca la Spagna.
Il report valuta poi per ogni paese altri due particolari indicatori: la profondità e l’ampiezza. Il primo mette a rapporto i flussi internazionali che lo raggiungono con la dimensione della sua economia interna, mentre il secondo quanto quegli stessi flussi internazionali siano variegati o al contrario concentrati su pochi paesi.
L’indice di Dhl pone dunque l’Italia al 54esimo posto per profondità, con un punteggio di 30 su 50, lo stesso della classifica 2017, rispetto alla quale però la Penisola guadagna sei posizioni. Invariato anche lo score relativo all’ampiezza dei flussi, che anche nell’edizione 2020 dell’indice per l’Italia è di 40/50, permettendole di ottenere un ottimo 15esimo posto e salire di un gradino rispetto al 2017.

Particolarmente elevati alcuni indicatori che concorrono a formare i punteggi complessivi di ampiezza e profondità. Nel primo campo, l’Italia ottiene ottime performance rispetto agli scambi di informazione (in particolare relativamente alla ricerca scientifica, con l’ottava posizione globale) e per i flussi di persone (al sesto posto globale grazie agli afflussi di studenti stranieri, immigrati e turisti da tutto il mondo). Per quel che riguarda gli indicatori di ‘profondità’, sebbene quella legata agli scambi commerciali non sia elevatissima (111esima posizione su 169 paesi), è più alta quella dovuta agli afflussi di capitali (18esimo posto su 99).

Anche se l’indice si basa su dati relativi al 2019, Dhl ha fornito nella sua analisi anche uno sguardo sull’andamento del 2020, anno caratterizzato tra le tante cose anche da un crollo senza precedenti dei flussi di persone. Secondo le ultime previsioni dell’Onu il numero di persone che viaggiano all’estero ha toccato il -70% e il turismo internazionale potrebbe non tornare al livello pre-pandemia fino al 2023. Ciononostante, il commercio, i capitali e il flusso di informazioni hanno tenuto sorprendentemente bene e dopo un netto tracollo iniziale in particolare il commercio internazionale è rimasto un nodo vitale per le economie di tutto il mondo. I flussi di capitale sono i stati colpiti più duramente con un calo previsto del 30-40% degli investimenti diretti esteri (Ide, indicatore che offre un riflesso concreto rispetto alla volontà delle aziende di comprare, costruire o reinvestire in operazioni all’estero), ma le risposte dei governi e delle banche centrali hanno aiutato a stabilizzare i mercati.

“La crisi che stiamo vivendo ha dimostrato quanto le connessioni internazionali siano indispensabili per mantenere l’economia globale, assicurare i mezzi di sussistenza alle persone e aiutare le aziende a rafforzare i propri interessi commerciali” ha commentato Mario Zini, Ad di DHL Global Forwarding Italia. “Dal nostro punto di vista riteniamo sempre più fondamentale investire in infrastrutture, connessioni intermodali, reti di interscambio, ma anche in nuove tecnologie e soluzioni digitali.

Scarica il report completo DHL Global Connectedness Index 2020

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