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Tutti i numeri e gli ultimi trend della contract logistics in Italia

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano nel 2019 il fatturato delle aziende italiane di logistica conto terzi è stato pari a quasi 87 miliardi di euro, con una crescita del 2,1% in termini reali rispetto all’anno precedente, trainata dal comparto dei trasporti su strada, […]

di
16 Novembre 2021
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Logistica Barilla – magazzino automatizzato

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano nel 2019 il fatturato delle aziende italiane di logistica conto terzi è stato pari a quasi 87 miliardi di euro, con una crescita del 2,1% in termini reali rispetto all’anno precedente, trainata dal comparto dei trasporti su strada, con autotrasportatori società di capitali, corrieri e corrieri espresso che hanno aumentato il fatturato di oltre un miliardo ciascuno, mentre ha registrato una buona ripresa il trasporto ferroviario (+8,8% sul 2018). Già prima della pandemia, l’aumento della complessità logistica e la necessità di flessibilità e innovazione stavano accelerando l’outsourcing delle attività logistiche: nel 2019 il valore del mercato delle aziende italiane della Contract Logistics è pari a 51,5 miliardi di euro e rappresenta il 43,1% di tutte le attività logistiche in Italia (119,4 miliardi). A fronte dell’aumento del perimetro e dei volumi di attività, però, continua il consolidamento del settore in termini di numero di operatori, scesi a circa 86.300 le (-3,4% rispetto all’anno precedente). Un calo che riguarda principalmente il mondo dell’autotrasporto (-2,4%) e i gestori di magazzino (-22,3%).

Gli appalti di magazzino – “Il tema dell’impostazione degli appalti di magazzino è sempre più rilevante per la Contract Logistics e la diffusione delle corrette pratiche di gestione delle attività nei siti logistici ha un ruolo chiave per una maggiore sostenibilità sociale” ha afferma Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics. “Le asimmetrie oggi presenti sul mercato aumentano l’urgenza di saper identificare in maniera precisa le realtà ‘strutturate’ da coinvolgere nella gestione dei magazzini, attività che richiede un maggior coinvolgimento della committenza con un aumento della visibilità ex-ante, cioè al momento dell’analisi di una specifica società prima dell’affidamento dell’appalto, ed ex-post, ovvero in fase di verifica dell’adempimento delle richieste dello specifico contratto stipulato”.

Da un sondaggio condotto su committenti e fornitori logistici emergono come tre fattori principali nella valutazione ex-ante la chiarezza nella struttura dirigenziale (19% del campione), la certificazione Durf (Documento Unico di Regolarità Fiscale, 17%) e l’analisi dei bilanci da parte di società specializzate (15%). Nella valutazione ex-post, invece, contano soprattutto lo sviluppo di un modello industriale della commessa (23%), l’incrocio fra ore lavorate e valore della commessa (23%) e la conduzione di “smart” audit (21%).

La crescita dei servizi logistici avanzati – I fornitori di servizi logistici stanno ampliando sempre più la propria offerta con servizi avanzati, al di fuori delle attività logistiche tradizionali. Risultano sempre più coinvolti nella gestione degli imballi (per il 54% dei committenti), nelle attività legate all’alimentazione di sistemi produttivi (39%), attraverso la creazione di kit nei sistemi di assemblaggio e produzione, la progettazione delle unità di movimentazione e il caricamento dei macchinari produttivi, nella trasformazione di prodotto (26%) e nelle fasi del processo produttivo che richiedono competenze specifiche sui cicli tecnologici (17%). I servizi avanzati proposti dai fornitori riguardano anche la sostenibilità ambientale, come il packaging pooling (indicato dal 19% dei committenti) e le soluzioni di economia circolare (17%), l’area dei servizi after sales, come l’assistenza tecnica (31%) o il customer service (21%), e la gestione del canale eCommerce, in cui il fornitore può essere coinvolto anche nella gestione del ricondizionamento dei resi e nello sviluppo della piattaforma per le vendite e il servizio assistenza.

La spinta dell’eCommerce – Durante la pandemia l’eCommerce è diventata una voce di fatturato sempre più consistente per gli operatori logistici, oltre il 20% del totale per il 60% dei fornitori intervistati. Ma la gestione dei servizi logistici legata a questo canale è anche diventata più complessa. Il 31% delle aziende committenti darà la possibilità ai propri clienti di ritirare gli ordini scegliendo fra l’home delivery e il click&collect (in negozio, accanto allo store o in punti di ritiro dedicati) e il 30% offrirà almeno tre velocità di consegna (più di 48 ore, meno di 48 ore o in giornata).

Questa crescente complessità apre la possibilità ai fornitori di svolgere un ruolo di integratore dei flussi fisici e informativi, poiché i committenti ricercano sinergie dalla gestione condivisa dei flussi dei canali tradizionali e del canale eCommerce. Il livello di integrazione sta aumentando sia nell’allestimento ordini (81% dei committenti) sia nel trasporto (46%) e la terziarizzazione si sta estendendo sempre più spesso anche all’integrazione informativa (57%). Il 41% dei committenti intende utilizzare sistemi interni per integrare i fornitori logistici su tutti i canali, mentre il 59% vuole affidare a terzi la gestione dell’integrazione informativa. 

I progetti di Logistica 4.0 – Sono 275 i progetti di Logistica 4.0 che gli operatori logistici analizzati dall’Osservatorio hanno già portato a termine o stanno sviluppando, pari a una media di 4,5 progetti per ogni impresa. Il 23% dei progetti analizzati è nella fase di definizione del problema, mentre il 45% delle aziende intervistate ha almeno un progetto arrivato alla conclusione. Di questi progetti, il 35% è stato sviluppato in ambito trasporto, con un focus sull’integrazione dei diversi attori della filiera (il 56% dei progetti), il 65% riguarda invece il magazzino e si concentra in particolare sull’automazione di processo (54%). I fattori principali che influenzano l’introduzione di soluzioni di Logistica 4.0 sono l’allineamento con la strategia aziendale, l’aspettativa di ottenere i benefici attesi e la compatibilità con i sistemi esistenti.

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