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Kuehne Nagel misura la crisi del trasporto container con un nuovo indice

La crisi delle supply chain globali, e in particolare il tasso di congestione portuale, può ora essere valutato tramite un nuovo indice ideato da Kuehne Nagel. Il gruppo logistico ha lanciato infatti Seaexplorer, strumento con cui si propone di misurare la fluidità delle catene logistiche considerando le navi che risultano in attesa di fronte ai […]

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25 Gennaio 2022
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La crisi delle supply chain globali, e in particolare il tasso di congestione portuale, può ora essere valutato tramite un nuovo indice ideato da Kuehne Nagel. Il gruppo logistico ha lanciato infatti Seaexplorer, strumento con cui si propone di misurare la fluidità delle catene logistiche considerando le navi che risultano in attesa di fronte ai porti. Piuttosto semplice il calcolo dei valori assunti dall’indice, basato sui giorni in cui queste risultano ‘waiting’ e la loro capacità per tutti gli scali considerati (l’analisi, nel dettaglio, mette sotto osservazione quelli di Prince Rupert, Vancouver, Seattle, Oakland, Los Angeles, Long Beach, New York, Savannah, Hong Kong, Shanghai, Ningbo, così come Rotterdam e Anversa). Per fare un esempio, una nave da 5.000 Teu in attesa da 10 giorni contribuisce al calcolo con 50.000 Teu.

Al momento, Seaexplorer rimanda un valore di 11,6 milioni di Teu/giorni (per circa 612 navi portacontainer ferme), quando secondo Kuehne Nagel un valore ‘normale’ sarebbe di meno di 1 milione di Teu/giorno. Da notare che, secondo la società, l’80% della ‘disruption’ è associata a problemi che si riscontrano negli scali nordamericani.

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