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Negli Usa inizia la rimonta dei negozi fisici sull’e-commerce

Abbigliamento e arredamento per la casa sono i generi di prodotti  che negli Usa stanno guidando una inversione di tendenza rispetto a quella tracciata dalla pandemia: il ritorno del negozio fisico come luogo di acquisto dei consumatori a scapito dell’on line. Il trend, rileva il Wall Street Journal, si riscontra innanzitutto nei dati raccolti dal […]

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19 Aprile 2022
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Abbigliamento e arredamento per la casa sono i generi di prodotti  che negli Usa stanno guidando una inversione di tendenza rispetto a quella tracciata dalla pandemia: il ritorno del negozio fisico come luogo di acquisto dei consumatori a scapito dell’on line.
Il trend, rileva il Wall Street Journal, si riscontra innanzitutto nei dati raccolti dal Census Bureau, che mostrano come già nel quarto trimestre 2021 la quota di acquisti completati via web fosse al 12,9% del totale (contro il 15,7% del secondo trimestre 2020, quello in cui si era osservato il maggior incremento rispetto al precedente, +4%).

Secondo le rilevazioni di Mastercard, per la prima volta dal 2013, a marzo 2022 si è assistito a un declino anno su anno delle vendite e-commerce, mentre gli acquisti effettuati in uno store fisico hanno riscontrato un aumento dell’11,2%.

I primi, evidenzia la testata, restano comunque molto superiori a quelli dell’era pre-pandemica, e si presume potranno vivere un nuovo incremento in caso di recrudescenza della crisi sanitaria.
Ad avere riscontrato un declino nelle vendite sono tra gli altri alcuni giganti delle vendite via web, ovvero Amazon e eBay. Il gruppo di Seattle ha visto calare dell’1% – per la prima volta da che ha iniziato a misurarli – i ricavi dei suoi store virtuali nel quarto trimestre del 2022. Nello stesso periodo eBay ha osservato un declino anno su anno del numero di venditori e acquirenti attivi sul suo portale. Parallelamente le grandi e piccole catene di negozi stanno riscontrando un aumento nel numero di visitatori (+16% negli store al chiuso a marzo rispetto a febbraio) e secondo Ihl Group lo scorso anno, per la prima volta dal 2017, sono stati aperti più punti vendita di quanti ne siano stati chiusi.
Come spiegato da uno degli operatori interpellati dalla testata, il nodo da sciogliere continua a essere quello della permanenza (e a quali condizioni) delle nuove abitudini d’acquisto.
Il sospetto che si sta facendo strada è che però in certe previsioni sulla penetrazione dell’e-commerce elaborate nei mesi scorsi il fenomeno sia stato sovrastimato, come nel caso di Paypal.
Il responsabile finanziario della società, John Rainey, aveva annunciato lo scorso anno di prevedere un raddoppio della base di clienti, fino a 750 milioni unità, entro il 2025. Secondo il Wsj, il management di Paypal lo scorso febbraio ha abbandonato questo obiettivo e ammesso di avere giudicato erroneamente alcune tendenze osservate tra i suoi utenti. In particolare ha segnalato che circa 4,5 milioni di account che erano stati creati sul suo portale nel 2021 sono stati utilizzati solo per usufruire di alcune offerte promozionali e quindi non si sono trasformati in altrettanti utenti attivi nel 2022, portando quindi lo stesso Rainey a riconoscere che la società aveva erroneamente sovrastimato la persistenza di questo fenomeno.

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