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Logistica

Convalidato dal Gip il sequestro da 121 milioni ad Amazon Italia Transport

Richiesto dai pm anche il divieto di pubblicità per un anno. L’azienda: nessun impatto sui livelli occupazionali in Italia

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
1 Agosto 2024
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Il gip di Milano Luca Milani ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza di oltre 121 milioni di euro per frode fiscale eseguito lo scorso 23 luglio a carico di Amazon Italia Transport srl, per il caso dei cosiddetti “serbatoi di manodopera”. A carico dell’azienda potrebbe configurarsi inoltre l’eventuale divieto di pubblicizzare, per un anno, propri servizi e beni, una misura già richiesta dalla procura di Milano anche per Gxo.

Per entrambe le aziende, scrive l’Ansa, il gip Milani ha fissato udienze nella giornata del prossimo 31 ottobre per discutere le richieste. Secondo l’agenzia di stampa Ups, al centro di una indagine simile e di una richiesta simile, ha nel frattempo già versato al Fisco le somme contestate “ed è intervenuta sul fronte aziendale per eliminare gli aspetti segnalati dagli inquirenti nelle indagini”.

Tornando ad Amazon, a seguito della convalida del sequestro l’azienda ha diffuso una nota in cui spiega di rispettare “tutte le leggi e le normative vigenti in ogni paese in cui operiamo e richiediamo che le aziende che lavorano con noi facciano lo stesso”. La società ha proseguito segnalando di non utilizzare cooperative e non consentire il subappalto ed evidenziato che “tutti i corrieri sono assunti direttamente dai fornitori di servizi di consegna, al livello G1 del Ccnl Trasporti e Logistica”. Amazon ha inoltre aggiunto di essersi dotata di un codice di condotta, valido anche per i suoi fornitori, “disegnato in modo tale da garantire che gli autisti lavorino in un contesto sicuro e abbiano compensi e orari di lavoro adeguati” e che agli stessi fornitori chiede “obiettivi realistici, che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti”.

Riguardo in particolare l’impiego di tecnologia, l’azienda ha ammesso di utilizzare soluzioni che considerano diversi aspetti come “la quantità di pacchi da consegnare, la complessità della rotta e delle distanze da percorrere, inclusi i tempi per le pause, per determinare il numero di consegne che un autista può effettuare in sicurezza durante il suo turno di lavoro”, evidenziando che “gli autisti sono comunque liberi di decidere se utilizzare o meno la funzione di navigazione”.
Nella sua nota Amazon ha infine chiarito che la vicenda giudiziaria “non avrà impatti sui livelli occupazionali del personale impiegato in Italia, che continua a lavorare regolarmente”.

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