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Economia

Export made in Italy in aumento (+2,5%) a gennaio 2025

Svizzera, Usa e Regno Unito sono i paesi che più contribuiscono all’incremento delle vendite estere

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
18 Marzo 2025
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A gennaio 2025 l’export italiano è cresciuto su base annua del 2,5% in termini monetari, mentre si riduce del 2,6% in volume. Lo evidenzia l’ultima nota dell’Istat, rilevando che La crescita delle vendite estere in valore è più intensa per i mercati extra-Ue (+3,3%) rispetto a quelli Ue (+1,9%). L’import parallelamente ha registrato un incremento tendenziale dell’8,8% in valore, più marcato per l’area extra-Ue (+18,0%) rispetto a quella Ue (+2,2%); in volume, le importazioni aumentano del 4,1%.

Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale delle vendite estere si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+33,6%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,4%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,4%). Di contro si sono ridotte le esportazioni di autoveicoli (-15,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-16,7%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-9,2%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (-3,1%), e articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-8,9%).

Dal punto di vista geografico, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono Svizzera (+13,6%), Stati Uniti (+6,2%), Regno Unito (+12,1%), Cechia (+30,8%), paesi Opec (+10,5%), Spagna (+4,8%) e Francia (+2,6%). All’opposto, la Cina (-24,1%) fornisce il contributo negativo più ampio.

Sotto il punto di vista congiunturale, a gennaio le importazioni crescono del 3,2%, a fronte di un aumento dello 0,6% delle esportazioni. Il moderato aumento su base mensile dell’export, rileva l’istituto, è sintesi di un incremento per l’area Ue (+1,8%) e di una lieve riduzione per l’extra-Ue (-0,6%). La moderata crescita congiunturale delle vendite estere è sostenuta dalle vendite verso l’area Ue, mentre l’aumento su base mensile dell’import, invece, coinvolge entrambe le aree.

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