Traffico merci ferroviario ancora in flessione nei porti italiani
I dati diffusi da Fermerci si focalizzano sulla perdita di treni per e dagli scali marittimi italiani ma la tendenza è analoga su tutta la rete

Sarà per i numerosi lavori sulla rete ferroviaria, sarà per cause più strutturali, ma è un fatto che il traffico ferroviario di merci generato dai porti italiani è nel 2025 calato per il terzo anno consecutivo.
Lo evidenziano alcune elaborazioni predisposte su dati Rfi e diffuse dall’associazione di categoria delle imprese ferroviarie Fermerci.
Se si escludono i casi di Monfalcone e Gioia Tauro, che nell’ultimo quinquennio hanno conosciuto una crescita impetuosa grazie al miglioramento infrastrutturale e gestionale dei rispettivi raccordi alla rete, negli altri porti si è assistito a un brusco calo del traffico. Una dinamica particolarmente significativa soprattutto in porti a vocazione ferroviaria storicamente alta, come Trieste, che se non altro nel 2025 ha mantenuto i livelli dell’anno precedente, La Spezia, Ravenna e Genova, dove il ritorno del traffico dal porto storico ai livelli del 2023 (seppur inferiore a quelli del 2021) non è bastato a tamponare l’emorragia del porto di Pra’ (maggior terminal container gateway italiano), che in 5 anni ha visto svanire più di un treno su quattro.
Il calo meno drastico del quinquennio fra i porti maggiori è quello di Venezia, che però ha continuato a perdere traffico, mentre la risalita recente di Livorno non è bastata, come nel caso di Genova Sampierdarena, a ritornare ai livelli del 2021. Il risultato complessivo è quindi stato di un calo del 2,5% su base annua, che porta il raffronto rispetto al 2021 ad oltre il -5,3%. Un andamento molto negativo che, d’altro canto, va a braccetto col generale calo (-8,4%) del traffico ferroviario merci registrato sulla rete nel medesimo periodo 2021-2025, cui ha contribuito il -3,5% dell’ultimo anno.
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