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Economia

Boom dell’export di pharma (+62,7%) e costruzioni navali (+192,5%) verso gli Usa

Il 26° Economic Outlook di Fedespedi rileva complessivamente un aumento del 3,5% delle esportazioni italiane nel periodo

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
11 Febbraio 2026
Stampa

Nei primi dieci mesi del 2025 in Italia il Pil è aumentato dello 0,7%, l’inflazione si è stabilizzata al di sotto del 2%, e la bilancia commerciale si mantiene positiva con un saldo attivo di 39,6 miliardi di euro.

In questo scenario, sia l’export (+3,5%) che le importazioni (+3,8%) risultano in aumento. In particolare nel periodo sono cresciute le esportazioni verso il Nord America (+8,5%), sempre grazie all’ effetto di anticipazione degli ordini in vista dei nuovi dazi.

Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dal 26° Economic Outlook di Fedespedi, l’osservatorio periodico sull’andamento del trasporto merci internazionale della Federazione, pubblicato oggi.

L’analisi offre poi alcuni interessanti spaccati su singoli flussi, in primis quelli con gli Stati Uniti, paese verso cui l’export italiano è rappresentato in maggioranza (55,6%) da prodotti dell’industria farmaceutica, della meccanica, dei mezzi di trasporto e dei prodotti alimentari.

Il Nord America, rileva ancora lo studio, si porta a un peso sul totale dell’11,9%, contro il 10,9% del 2024, con andamenti divergenti nei settori chiave. L’export di prodotti farmaceutici vive un boom del 62,7%, e ora rappresenta il 22,8% delle vendite verso il paese, mentre l’automotive scende del 20,6%. In lieve flessione (-1,3%) i prodotti alimentari, con il vino in particolare a -7,5%. Pesa il forte andamento positivo delle costruzioni navali, che registrano un aumento del 192,5%.

Nel periodo, il mercato Usa ha rappresentato il 23% (13,069 miliardi di euro su 56,277) dell’export italiano di medicinali e altri preparati farmaceutici con una crescita, sullo stesso periodo dell’anno precedente, del 62,7%.

Ha inoltre attratto circa il 13% (2,421 miliardi su 18,916) dell’export italiano di autoveicoli, con una flessione del 20,6%, nonché il 9% (1,011 miliardi di euro su 10,647) dell’export di abbigliamento (+7,4%). Verso gli Usa si è diretto inoltre il 24,2% (0,959 miliardi su 3,961) dell’export di vini da tavola e di qualità (-7,5%), il 12% (0,718 miliardi su 5,868) dell’export italiano di calzature (+ 5%) e il 9% (1,216 miliardi su 12,949) di quello di abbigliamento (3° (+1,9%).

“Il quadro politico globale di questo inizio 2026 rimane il fattore che più influenza la scena economica internazionale – ha sottolineato Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi. “Alle crisi in corso si è aggiunto l’inasprimento delle relazioni atlantiche, come la recente ‘questione Groenlandia’ con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, i dati mostrano una tenuta del sistema, con un sostegno che proviene dagli investimenti in nuove tecnologie. Tuttavia, osserviamo con attenzione la volatilità delle materie prime energetiche, con il Brent e il gas naturale tornati a crescere a inizio anno a causa delle tensioni in Medio Oriente”.

A livello globale, il 2025 è stato un altro anno record per il commercio estero della Cina, che ha realizzato una crescita dell’export del 5,5%, con un surplus prossimo ai 1.200 miliardi di dollari. Il principale paese partner, nonostante le tariffe imposte, rimangono gli Stati Uniti, che assorbono il 15% dell’export cinese, seguiti da Hong Kong, Vietnam e Giappone. L’Italia è per la Cina il 19° paese cliente, assorbendo il 1,3% del suo export.

 

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