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Logistica

Autotrasporto e transizione: l’analisi di SOS LOGistica sul nuovo Fondo Mobilità 2027-2031

L’associazione chiede un piano strategico su ricariche e rottamazioni per svecchiare la flotta nazionale

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
27 Febbraio 2026
Stampa
Camion – autotrasporto

L’associazione SOS LOGistica Ets ha recentemente espresso una valutazione critica sulla struttura del decreto interministeriale Mit-Mef relativo al Fondo mobilità 2027-2031.

Il provvedimento, che mette a disposizione 590 milioni di euro per il rinnovo del parco circolante, secondo l’associazione presenta un’impostazione che non favorisce un reale cambio di paradigma.

Le anticipazioni sulla ripartizione dei fondi indicano una forte prevalenza delle tecnologie tradizionali, con il 60% delle risorse destinate al diesel Euro VI Step E, lasciando solo una quota marginale del 10% ai veicoli a zero emissioni, come elettrico e idrogeno; a questa frammentazione tecnologica si aggiunge una distribuzione temporale definita “a scalini”, che posticipa gran parte degli investimenti a dopo il 2028, che limita la capacità di attivazione immediata del mercato.

L’urgenza di un intervento più incisivo è confermata dai dati Acea 2024, che descrivono un’Italia caratterizzata da una flotta commerciale tra le più vaste ma anche tra le più anziane d’Europa. Con circa 988.000 camion e oltre 4,6 milioni di veicoli commerciali leggeri in circolazione, l’età media dei mezzi pesanti sfiora i 20 anni, superando ampiamente i parametri di efficienza e sicurezza necessari per la competitività del settore.

In questo contesto, il presidente di SOS LOGistica Ets, Daniele Testi, ha evidenziato come l’attuale struttura del decreto abbia la capacità di sbloccare esclusivamente progetti residui, ma non di sostenere la trasformazione strutturale necessaria affinché il mercato dei mezzi pesanti a zero emissioni possa effettivamente consolidarsi nel Paese.

L’associazione, dal punto di vista tecnico, sottolinea come il passaggio alla trazione elettrica rappresenti una scelta di efficienza operativa prima ancora che ambientale. I veicoli elettrici sono in grado di convertire oltre il 77% dell’energia prelevata dalla rete in potenza utile alle ruote, una resa drasticamente superiore rispetto ai motori a combustione interna, che si attestano tra il 12% e il 30%. Questa efficienza si traduce in un minor consumo energetico e in una potenziale riduzione dei costi operativi lungo l’intero ciclo di vita del mezzo, garantendo al contempo benefici immediati in termini di rumorosità e qualità dell’aria, fattori determinanti per la logistica urbana e notturna.

La proposta di SOS LOGistica Ets al Governo è quella di rivedere le attuali quote, incrementando sensibilmente i finanziamenti per le tecnologie a zero emissioni e anticipando la disponibilità delle risorse al periodo 2026-2028. Una proposta centrale riguarda l’introduzione di una premialità per il ‘progetto completo’, che incentivi non solo l’acquisto del mezzo ma anche la contestuale realizzazione di infrastrutture di ricarica nei depositi e sistemi di monitoraggio energetico. L’associazione suggerisce inoltre di legare l’entità dei contributi a coefficienti misurabili, premiando la rottamazione dei veicoli più inquinanti e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Solo attraverso un piano integrato tra incentivi ai mezzi e sviluppo della rete, secondo SOS LOGistica, sarà possibile trasformare il fondo in una reale leva di innovazione per l’intera filiera dell’autotrasporto italiano.

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