Quasi la metà (44%) dei progetti merci via drone riguarda materiale sanitario
Lo rileva uno studio del Politecnico di Milano, che mostra come in ambito cargo sia operativo oggi il 9% delle iniziative

Di 656 progetti attivati a livello globale, il 26% (171) riguardano i passeggeri mentre ben il 74% (485) è relativo alle merci. Tra questi, il 56% è destinato a beni generici e di consumo, mentre una quota del 44% tocca il materiale sanitario.
Questi i dati riportati nella ‘Ricerca 2025 dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano’ e presentati ad un incontro organizzato da Federtrasporto in collaborazione con Freight Leader Council.
Ad oggi, dei progetti relativi al cargo, solo il 9% è pienamente operativo, mentre il 54% è in sperimentazione e il 34% è solo in fase di annuncio. Come visto, una grande opportunità è quella registrata dal campo medico: i droni trasportano principalmente dispositivi medici (37%), medicinali (32%) e campioni biologici/sangue (23%) e il 72% delle operazioni si concentra sull’ultimo miglio.
“I droni sono un’integrazione delle modalità dei trasporti. Dobbiamo utilizzare le infrastrutture e i nodi che già abbiamo, mettendoli a rete per sviluppare casi concreti di operatività e individuare modelli di business solidi” ha commentato Paolo Colombo, presidente di Federtrasporto.
Diversi i punti chiave emersi che evidenziano il passaggio critico dalla sperimentazione all’operatività. Dal punto di vista tecnico “la maturità tecnologica dei droni – ha spiegato Aldo Bevilacqua, direttore generale della federazione – è attualmente limitata dall’autonomia delle batterie”. Tuttavia secondo Bevilacqua “il rapido sviluppo in atto su questo fronte, soprattutto in campo automotive, sarà trasferito al mondo dei droni”.
Servono modelli di business solidi e sostenibili in grado di generare reddito e marginalità e infine “sarà fondamentale stabilire regole comuni e standard condivisi, definire con chiarezza le responsabilità per la Safety (sicurezza del volo) e la Security (sicurezza contro atti dolosi”).
“In questo scenario l’Italia si colloca tra i primi Paesi al mondo ad aver pubblicato un Piano Strategico Nazionale e ad aver avviato le cosiddette sandbox regolamentari – ha evidenziato Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council –, ovvero aree protette in cui è possibile sperimentare nuove tecnologie in condizioni di sicurezza”.
Lazio, Lombardia e Veneto sono in particolare le regioni che stanno facendo da apripista, grazie a test in corso sulla convivenza tra droni, infrastrutture di ricarica e traffico aereo tradizionale nonché oltre a sperimentazioni di consegne di merci in ambito aeroportuale per ridurre l’impatto ambientale e all’impiego di droni alimentati a idrogeno verde per la logistica medica e i servizi di emergenza.
Punto centrale da tenere a mente, secondo Colombo, sarà infine quello sulla leadership nella governance, “evitando di limitarsi a inseguire proposte commerciali straniere, come è accaduto in passato con l’intelligenza artificiale”.
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