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Trasporti

Stabili le connessioni dell’Italia alle linee container globali

Genova, Gioia Tauro e La Spezia si confermano gli scali più ‘inseriti’, ma con tendenze diverse

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
27 Marzo 2026
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Terminal container Psa Genova Prà

Genova, Gioia Tauro e La Spezia sono ancora una volte nell’ordine i porti italiani più connessi dalle linee container globali, con tendenze però diverse tra loro.
Lo mostra l’ultimo aggiornamento del Port Liner Shipping Connectivity Index, elaborato dall’Unctad con il supporto di Mds Transmodal e che misura il livello di connessione di uno scalo alle linee marittime di trasporto container globali, tenendo conto di indicatori quali la capacità (in Teu) dislocata complessivamente dai carrier in ogni porto, il numero di servizi di linea regolari che lo raggiungono e quello delle compagnie container attive su di esso, la stiva media (in Teu) delle navi impiegate sul servizio che utilizza quelle con maggiore capacità; il numero di porti a cui è connesso direttamente, ovvero senza transhipment.

Al termine del primo trimestre 2026 – quindi in un contesto già toccato dal nuovo conflitto in Medio Oriente – i tre scali ottengono infatti ‘score’ rispettivamente di 432,07 (in calo dai 439,94 della precedente rilevazione), di 325,59 (in aumento da 318,53) e di 302,62 (pure in crescita dai precedenti 275,15).

A scendere, la classifica riporta in quarta posizione Salerno (211,63, in lieve calo dai precedenti 222,35 punti), seguita da Trieste (168,58, in salita dal punteggio di 139,08 di fine dicembre) che supera Livorno (sostanzialmente stabile, con 160,25). Segue Napoli, la cui connettività resta pressoché invariata (140,53, da 142,89) e quindi Vado Ligure, che invece ne perde in modo abbastanza significativo (117,8, dai precedenti 133,86 punti). Lo stesso si può dire quindi per Venezia, alla posizione seguente (115,42, dal 124,38). Tra gli scali ancora significativamente interessati da linee container si osserva poi Civitavecchia, il cui livello di connessioni resta stabile (96,93) e Ravenna, in leggera flessione (89,96, da 92,44).

Infine, tra i porti italiani meno raggiunti da collegamenti container globali la tendenza più diffusa è quella alla stabilità. Fa eccezione Ancona, che incrementa leggermente il livello delle sue relazioni, portandosi a un punteggio di 81,63, in lieve aumento (+4,34) sul trimestre precedente e sui valori di un anno prima (+3,57).

I tasselli fin qui descritti compongono comunque un mosaico complessivo sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente. Guardando al Liner Shipping Container Index, altro indice di Unctad che misura la connessione di un intero paese nelle linee container globali, si nota infatti per l’Italia una situazione di sostanziale stabilità (288,27 punti, rispetto ai 291,46 di fine dicembre).

Una fotografia che è verosimile potrà mutare nei prossimi mesi, per via del conflitto e delle mosse dei carrier, alcune delle quali – in particolare per i porti di Vado Ligure e Trieste – annunciate già pochi giorni fa.

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