“Aumenti del 20% o più dei noli su oltre la metà delle rotte aeree per il cargo”
Drewry teme che i livelli di costo, a causa della crisi in Medio Oriente, possano toccare quelli raggiunti nel 2020
Il conflitto avviato da Usa e Israele in Iran, con i relativi contrattacchi iraniani nell’area, sta (prevedibilmente) facendo decollare i costi delle spedizioni aeree, con il rischio ormai concreto che si possano toccare i livelli raggiunti in era Covid.
Secondo l’ultimo Drewry Airfreight Insight, in particolare i noli da Shanghai a Dubai sono cresciuti del 95% dall’inizio della guerra, a 8,60 dollari/kg, vicini quindi al record di 9,40 dollari/kg toccato nel 2020. A contribuire al balzo sono diversi fattori: certamente l’aumento del costo del carburante (con crescite anche del 290% nello stesso intervallo per la tratta Shanghai – Londra), ma anche quelli relativi alla sicurezza (+44% per spedizioni da Dubai e Abu Dhabi verso Amsterdam) e naturalmente la contrazione della capacità.
A essere coinvolti dagli incrementi tariffari sono però anche corridoi non direttamente toccati dal conflitto. Drewry segnala infatti un parallelo aumento medio del 27% dei noli per la tratta da Mumbai e Delhi verso Madrid, incluso un incremento del costo carburante del 21%.

Come accennato, un ruolo importante è dato dalla contrazione di capacità che si sta generando dalla riduzione dei voli. Questa sta interessando in primo luogo vettori dell’area come Qatar Airways, Emirates ed Etihad, ovvero tre delle maggiori compagnie aeree al mondo, ma anche operatori di altri paesi che però transitano abitualmente dal Medio Oriente. Secondo l’analisi, le rotte connesse con l’area pesano infatti per il 15,6% dei traffici merci aerei globali e per il 18,2% della capacità.
Gli effetti della guerra sono quindi globali: “Su circa la metà delle rotte aeree per il cargo monitorate da Drewry abbiamo osservato un aumento del prezzo del trasporto del 20% o più” è la conclusione di Philip Damas, responsabile della Logistics practice della società di analisi.
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