La logistica italiana cresce a 94,3 mld di euro (+1,9%) ma i margini si assottigliano
Secondo l’Osservatorio Freight Insights “la dinamica dei costi ha superato quella dei volumi”, in particolare per via degli aumenti di energia e diesel

La filiera della logistica italiana mostra numeri in crescita, ma aumentano però anche le tensioni strutturali. Questa la fotografia che emerge dal secondo Report 2026 dell’Osservatorio Freight Insights- costituito dal Centro Nazionale per la mobilità sostenibile- Most, con la Fondazione Cseli (formata da Aiscat, Confcommercio, Conftrasporto e Fs), presentato questa mattina alla Camera dei Deputati.
Secondo lo studio, il settore vale oggi 94,3 miliardi di euro, con una crescita contenuta (+1,9%) sul 2024. Ma, vi si legge, “è proprio nella qualità di questa crescita che si concentrano le criticità”, dato che negli ultimi anni “la dinamica dei costi ha superato quella dei volumi, comprimendo i margini e aumentando l’incertezza”.
Tra i fattori più rilevanti, l’energia, con il costo del diesel per autotrazione che registra un incremento vicino al 30% sul 2019, mentre l’elettricità cresce di oltre un quarto nello stesso periodo. A questo si aggiunge l’aumento dei costi operativi del trasporto, in crescita anche a livello europeo.
Secondo il report è però dal fronte infrastrutturale che emergono i segnali più critici.
La rete autostradale mostra infatti livelli crescenti di saturazione, con incrementi della congestione lungo i principali corridoi logistici ed effetti diretti sulla competitività delle imprese. Dall’altro lato, anche il fronte ferroviario mostra difficoltà, con un calo nel trasporto merci del 4% dei treni-km nel 2025.
Parallelamente, il sistema logistico italiano deve confrontarsi con le instabilità delle rotte globali, che hanno portato ad esempio il trasporto via mare a trasferirsi in gran parte verso il Capo di Buona Speranza, con un allungo oramai strutturale di due settimane nei collegamenti tra Far East e i porti mediterranei.
Su questo sfondo, secondo l’Osservatorio Freight Insights, la portualità italiana mantiene una posizione strategica. La Penisola di conferma al terzo posto in Europa per traffici complessivi, con quasi il 15% delle tonnellate movimentate via mare. In questo ambito le criticità di vedono nel trasporto via ro-ro, in calo nel 2025 rispetto all’anno prima e “un sostanziale blocco per l’inizio del 2026, unito al calo per il trasporto container nel primo trimestre dell’anno, con molti porti a rischio saturazione”.
Tra le chiavi per rilanciare la competitività il rapporto indica la digitalizzazione, che porterebbe a risparmi su tutta la filiera fino a 18 miliardi di euro, riducendo drasticamente tempi e costi operativi.
Il rapporto – ha commentato il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, Pasquale Russo – “evidenzia come il nostro Paese si trovi in una fase di stallo. È necessario intervenire per rivedere il sistema Ets” che sta danneggiando il trasporto marittimo, così come avviare un immediato sostegno per lo sviluppo dell’intermodalità strada-ferro. C’è il rischio che senza adeguati investimenti su tutta la rete sarà già tanto se si riusciranno a mantenere i volumi passati, con il trasporto stradale compresso tra aumento dei costi e inefficienze infrastrutturali”.
“Il Report 2026 evidenzia chiaramente che, sebbene il settore logistico stia crescendo, le sue fragilità richiedono un’attenzione immediata. È essenziale adottare misure concrete per migliorare l’efficienza e la sostenibilità della rete logistica. Solo attraverso un’azione coordinata e investimenti mirati possiamo affrontare le sfide attuali e garantire un futuro stabile e competitivo per il nostro Paese”, ha commentato il direttore del Most, Gianmarco Montanari.
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