Ottimo andamento dell’export italiano (+8,8%) ad aprile
L’aumento, spiega Istat, in termini monetari è più sostenuto per i mercati extra Ue (+12,0%) rispetto a quelli Ue (+5,9%)

Ad aprile l’export italiano è cresciuto su base annua dell’8,8% in valore e del 3,5% in volume. L’aumento, spiega Istat, in termini monetari è più sostenuto per i mercati extra Ue (+12,0%) rispetto a quelli Ue (+5,9%). Dall’altro lato l’import ossereva un aumento tendenziale del 5,5% in valore, che riguarda entrambe le aree, Ue (+5,2%) ed extra Ue (+5,9%); in volume, le importazioni crescono del 3,6%.
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export l’istituto segnala quelli di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+32,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+52,0%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (+6,3%), sostanze e prodotti chimici (+10,5%), autoveicoli (+16,1%) e apparecchi elettrici (+10,4%).
Su base annua, i paesi che forniscono i maggiori contributi all’export nazionale sono Svizzera (+39,4%), Stati Uniti (+12,1%), Cina (+36,2%), Francia (+7,6%), paesi Opec (+19,4%) e Germania (+5,0%). Si riducono invece le esportazioni verso Turchia (-20,5%) e Belgio (-13,0%).
Sotto il profilo congiunturale, ad aprile 2026 si stima una riduzione, più ampia per le esportazioni (-2,2%) rispetto alle importazioni (-0,6%). La diminuzione su base mensile dell’export riguarda entrambe le aree, Ue (-2,1%) ed extra Ue (-2,4%).
Ad aprile, la riduzione congiunturale dell’export riguarda entrambe le aree, Ue ed extra Ue, mentre quella dell’import è sintesi di dinamiche contrapposte per le due aree. Su base annua, la crescita dell’export è sostenuta e coinvolge la maggior parte dei settori, a eccezione della farmaceutica. La crescita tendenziale dell’import si deve soprattutto ai maggiori acquisti di metalli e petrolio greggio.
Facendo infine un bilancio dei primi quattro mesi del 2026, Istat registra una crescita tendenziale dell’export (+3,2%) più sostenuta di quella dell’import (+1,4%), anche se prevalentemente riconducibile a incrementi dei prezzi e alla ricomposizione del mix di prodotti (+0,4% in volume).
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