Primo semestre in crescita (+4,3%) per l’export italiano extra Ue
A giugno le vendite estere sono aumentate del 3,6% su base annua

Nel primo semestre 2026, la crescita tendenziale dell’export italiano verso i paesi extra Ue è stata del 4,3% (+3,9% al netto dell’energia), inferiore a quella dell’import (+5,5%).
Lo riporta l’ultimo aggiornamento Istat, evidenziando che nel solo mese di giugno le vendite estere sono aumentate del 3,6% su base annua (dopo il +6,8% di maggio 2026). In particolare sono cresciute le vendite di energia (+54,9%) e di beni intermedi (+20,7%), mentre si sono ridotte quelle di beni strumentali (-8,7%). L’import nello stesso mese ha registrato un incremento tendenziale molto più ampio (+18,5%) e generalizzato, legato all’aumento degli acquisti di energia (+31,9%) e beni intermedi (+23,7%).
Nel mese, osserva ancora l’istituto, sono aumentate in particolare le esportazioni verso Cina (+19,1%), Turchia (+10,8%), Svizzera (+10,5%) e paesi Mercosur (+4,4%). Solo modesto invece l’incremento dell’export verso gli Stati Uniti (+0,4%), mentre diminuiscono le vendite verso Regno Unito (-10,5%), Giappone (-4,5%) e paesi Asean (-2,5%).
Parallelamente, tra le importazioni si osservano incrementi dai paesi Opec (+47,8%) e in misura minore da Mercosur (+30,3%), Asean (+29,9%), Svizzera (+23,2%) e Cina (+20,5%).
Su base mensile, l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 mostra invece una riduzione congiunturale per le esportazioni (-4,0%) e un aumento per le importazioni (+1,3%).
Il calo delle prime risulta legato alle minori vendite di energia (-17,8%), beni strumentali (-5,3%), beni di consumo non durevoli (-4,3%) e beni intermedi (-2,2%), mentre aumentano solo le esportazioni di beni di consumo durevoli (+6,0%). Dal lato dell’import, l’incremento congiunturale è spiegato dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+16,1%), beni intermedi (+5,5%) e beni di consumo durevoli (+1,8%).
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