Grendi porta a 16,4 milioni il suo fatturato nell’interporto di Bologna
La divisione dedicata alla logistica di terra, guidata da Costanza Musso, celebra dieci anni nello scalo intermodale, dove ora conta 24 dipendenti diretti e da cui raggiunge 7 regioni

Il Gruppo Grendi ha festeggiato con circa 70 dipendenti e partner dieci anni di attività nell’interporto di Bologna, condotta tramite la società M.A. Grendi dal 1828 guidata dall’amministratrice delegata Costanza Musso a cui fanno capo le attività di logistica di terra.
Dieci anni, ripercorre in una nota, in cui ha incrementato il business sotto numerosi fronti. Innanzitutto in termini di fatturato, passato dai 6,6 milioni di euro del 2016 a 16,4 milioni del 2025 con una crescita del 147%, nonché per numero di dipendenti, da 11 a 24 (oggi tutti diretti). Le attività sono inoltre cresciute anche dal punto di vista strettamente operativo, sia tramite l’ampliamento del magazzino, ora sviluppato su oltre 5.000 metri quadrati (dopo l’acquisto di 3.200 mq nel 2020), sia per numero di regioni raggiunte, passate nel decennio da tre a sette, tra cui la Sardegna, dove va quasi la metà dei volumi raccolti, oltre a Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Lazio.
Alle celebrazioni ha preso parte anche Alessandro Alberani, Responsabile della Logistica Etica dell’interporto, che ha sottolineato come lo scalo intermodale – dove operano 130 imprese con circa 6.500 persone – sia tra i promotori della Carta Metropolitana per la Logistica Etica, cui l’azienda ha aderito da subito. “Grendi è un’azienda che ha sempre dimostrato un’attenzione particolare al tema dell’Etica. Infatti è stata una delle prime aziende ad aderire al Progetto Logistica Etica di Interporto che sensibilizza le imprese ai temi della legalità, sicurezza sul lavoro e welfare” ha affermato Alberani.
La sottoscrizione, ha sottolineato Musso, è in linea con le finalità di impatto Benefit e modello B Corp di Grendi. “Negli ultimi 10 anni – ha rimarcato – le nostre attività di logistica di terra si sono sviluppate grazie al confronto con chi ogni giorno lo vive e lo rende possibile: i dipendenti, i fornitori, i clienti. Da questo dialogo è nata anche la sottoscrizione della Carta della logistica etica, nel 2024, che per noi non è un atto formale ma la naturale espressione di ciò che siamo come società benefit e B Corp. Significa assumere impegni concreti verso le persone e il territorio, e riconoscere che la qualità del servizio e il valore condiviso procedono insieme”.
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