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Logistica

“Stop alla schedatura dei lavoratori”: il Garante della Privacy bacchetta Amazon Italia Logistica

Dopo alcuni sopralluoghi a Passo Corese, l’authority è intervenuta anche sulla presenza di telecamere poste in prossimità dei bagni

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
25 Febbraio 2026
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“Stop alla schedatura dei lavoratori” e divieto di trattare i dati raccolte dalle telecamere collocate nei pressi dei bagni del polo di Passo Corese. A pochi giorni dall’avvio di ispezioni congiunte insieme all’ispettorato del Lavoro, che nello stabilimento laziale si sono svolte dal 9 al 12 febbraio, il Garante della Privacy ha spiccato un provvedimento “in via d’urgenza e con effetto immediato” a carico di Amazon Italia Logistica Srl.

La misura verte in particolare sulle attività di raccolta dati personali dei dipendenti svolte dai manager dell’azienda, così come sulla presenza di alcune telecamere poste in prossimità dei bagni nel polo laziale. Due criticità che erano state sollevate – insieme ad altre – dalla trasmissione televisiva Report e che avevano dato il la alle ispezioni. In una nota, l’authority ha evidenziato che l’istruttoria “prosegue per l’accertamento dei restanti profili”.

Al centro della vicenda ci sono innanzitutto le attività svolte dall’azienda tramite la piattaforma XX, interconnessa al sistema di rilevazione delle presenze.
Secondo quanto emerso durante le ispezioni, questa segnalava ai manager la necessità di effettuare colloqui con i dipendenti al rientro da loro periodi di assenza o in occasione di ricorrenze come compleanni o l’anniversario della data di assunzione.
Gli esiti delle conversazioni venivano riportati nelle schede individuali dei lavoratori. Le informazioni potevano riguardare dettagli sulle patologie sofferte dal dipendente (“sindrome di Chron”; “assente da febbraio per un intervento al piede”; “importanti problemi alla schiena” ad esempio). Su XX finivano però anche commenti relativi alla partecipazione a scioperi e attività sindacali ( “AA ingaggiato per le ultime assenze legate a strike. Ha ammesso apertamente di essersi informato ed essere d’accordo con le cause dello sciopero e di usare lo strumento di conseguenza”; “Si è scusato per l’utilizzo di strike e cercherà di gestire meglio i suoi impegni sportivi evitando strike e malattia” e così via). Nonché informazioni relative alla loro vita personale e a quella di loro familiari (“padre single vedovo e quindi ha in carico la gestione del figlio ormai quasi 12enne”; “Abbiamo parlato della sua passione, la palestra, di come affronta gli allenamenti, l’alimentazione”; “hobby preferito (suona il basso) a cui dedica un allenamento quotidiano da 30 anni”). Altri commenti inseriti facevano riferimento a rapporti personali tra colleghi.
Le policy di Amazon prevedevano che queste informazioni fossero conservate su XX per tutta la durata del rapporto di lavoro e fino a 10 anni dalla sua cessazione. Dalle ispezioni era inoltre emerso che alcuni manager potessero avere “accesso ampio” ai dati presenti nella piattaforma, quindi non limitatamente ai dipendenti del proprio team.

Il secondo punto di attenzione dei sopralluoghi ha riguardato la presenza nel polo di quattro telecamere, etichettate come Bathroom, “posizionate e orientate” – secondo quanto riportato nel provvedimento – “in modo tale da rendere identificabili i soggetti che accedono ai bagni e all’area ristoro”.

Due pratiche per cui Amazon Italia Logistica è stata ora ‘bacchettata’ dal Garante, che ha ricordato il divieto “in capo al datore di lavoro di trattare dati non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore (art. 113 del Codice in relazione agli artt. 5, par. 1, lett. a) e 88 del Regolamento” e i “principi generali in materia di protezione dei dati personali, in particolare, i principi di liceità, di minimizzazione dei dati, di limitazione della conservazione (art. 5, par. 1, lett. a), c) ed e), 6 e 9 del Regolamento”.

Sulla base di quanto accertato a Passo Corese, l’authority ha quindi disposto “la limitazione definitiva del trattamento dei dati contenuti nelle annotazioni presenti nel campo libero della piattaforma XX”, e richiesto all’azienda di  “verificare, con effetto immediato” qaunto fatto al riguardo negli altri centri logistici. Infine il Garante ha disposto la “limitazione definitiva del trattamento effettuato mediante le quattro telecamere” posizionate nei pressi di bagni e aree ristoro.

Come ricordato nella nota dalla stessa authority, l’attività istruttoria proseguirà. Secondo quanto aveva annunciato al momento dell’avvio delle ispezioni, l’intervento riguarderà “i principali snodi logistici della società in Italia”, tra cui, oltre quello di Passo Corese, anche quello di  Castel San Giovanni.

F.M.

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