Trieste-Ungheria: firmata l’intesa per il nuovo corridoio doganale veloce
Con l’accordo tra le autorità doganali dei due Paesi si eliminano i colli di bottiglia e velocizzano i transiti tra l’Adriatico e la Mitteleuropa
È stata siglata oggi un’intesa di cooperazione tra le autorità doganali di Italia e Ungheria. L’accordo punta a trasformare radicalmente il modo in cui le merci si muovono tra l’Adriatico e la Mitteleuropa, eliminando i colli di bottiglia burocratici e velocizzando i transiti.
Il progetto, spiega una nota di Adm, prevede la creazione di un corridoio doganale semplificato. Le merci in arrivo a Trieste non dovranno più attendere il completamento di tutte le pratiche doganali prima di rimettersi in viaggio: grazie a un sistema di vigilanza integrato e all’uso di strutture di temporanea custodia situate nei due Paesi, i container potranno essere trasferiti rapidamente verso l’Ungheria. Lì verranno finalizzate le procedure doganali, garantendo risparmi di tempo alle aziende e massima sicurezza durante tutto il tragitto, ottimizzando così la gestione dei flussi intermodali.
L’intesa si inserisce in un quadro internazionale di ampio respiro: il corridoio Imec (India–Middle East–Europe Economic Corridor), dove Trieste assume il ruolo di hub d’ingresso per i flussi commerciali provenienti da India e Medio Oriente. Il nuovo terminal triestino diventa così uno snodo di raccordo intermodale fondamentale per l’intera area.
La firma ha visto la partecipazione dei vertici delle rispettive amministrazioni: il Min. Plen. Andrea Mazzella, a capo dell’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), e il Major General Kristóf Péter Bakai, vicecommissario delle dogane ungheresi. Erano presenti anche il Generale di Brigata Fabrizio Nieddu (Guardia di Finanza FVG), il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Marco Consalvo e il direttore territoriale di Adm per Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Franco Letrari.
“Grazie a queste nuove intese semplificheremo i traffici e ridurremo i tempi di attesa, rafforzando la competitività delle catene di approvvigionamento”, ha commentato Mazzella a margine della firma. “Con i colleghi ungheresi c’è una sintonia completa che ci permette di affrontare dossier sensibili e garantire il funzionamento della logistica anche in una congiuntura internazionale così difficile”.
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