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Trasporti

Iva nei trasporti internazionali: anche Fedespedi chiede chiarezza all’Europa

Una ventina di associazioni di categoria chiedono di rivedere le Linee Guida del Comitato Iva del 2019 e affermare l’estensione della non imponibilità Iva per tutta la filiera del trasporto che concorre alla realizzazione delle operazioni di spedizioni internazionali

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
19 Luglio 2023
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Pitto Alessandro (Fedespedi)

Fedespedi, la Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali, richiama l’appello di 18 associazioni di categoria rappresentative del settore logistico a livello europeo, tra cui Clecat, la federazione europea di riferimento per gli spedizionieri, che in una dichiarazione congiunta hanno espresso il proprio supporto alla petizione sottoposta al Parlamento Europeo dall’associazione danese ‘Danish Shipping’ e hanno sollecitatogli Stati membri e la Commissione Europea a rivedere le linee guida del Comitato Iva.

“Facciamo nostro e supportiamo questo invito alle istituzioni di rivedere le Linee Guida del Comitato Iva per portare chiarezza interpretativa alla normativa che disciplina il regime Iva per i servizi di trasporto internazionale” commenta il presidente di Fedespedi, Alessandro Pitto. “A seguito dell’emanazione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (caso C-288/16) si è creta una spaccatura a livello di prassi nella Ue tra Stati Membri che hanno mantenuto l’impostazione interpretativa previgente e altri Paesi che si sono orientati verso un impianto più restrittivo del regime di non imponibilità in linea con il nuovo dettato giurisprudenziale”.

“Come sottolineato nella dichiarazione congiunta a livello europeo – prosegue il presidente Pitto – gli effetti dell’interpretazione restrittiva della disciplina Iva insieme con l’assenza di chiarezza interpretativa e di mancanza di armonizzazione a livello Eu comportano distorsioni dei traffici, costi e inefficienze lungo la supply chain, che aprono al rischio di frodi e penalizzano i flussi commerciali, la competitività del nostro export e delle imprese europee nel commercio internazionale e il Mercato Unico, cuore pulsante dell’Unione Europea”.

È per queste ragioni che la petizione, forte delle disposizioni del Codice Doganale dell’Unione e della giurisprudenza successiva della stessa Corte in materia (tra cui la sentenza C-495/17), chiede al Parlamento Europeo di rivedere le Linee Guida del Comitato Iva del 2019 e di affermare l’estensione della non imponibilità Iva per tutta la filiera del trasporto che concorre alla realizzazione delle operazioni di spedizioni internazionali. La petizione, discussa a fine giugno, ha visto l’opposizione della Commissione Europea. La Commissione Parlamentare per le Petizioni, invece, ha rivolto un invito a tutti gli Stati Membri a lavorare alla revisione delle Linee Guida in materia di Iva.

“Come Federazione – conclude Pitto – ci allineiamo alla posizione condivisa dalle rappresentanze associative europee e confermiamo la nostra disponibilità a lavorare al fianco delle istituzioni in un confronto che favorisca uniformità e chiarezza interpretativa sulla disciplina Iva a beneficio della competitività dell’Unione Europea e del commercio internazionale.”

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