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Economia

Medio Oriente, export e rischio politico: consigli utili per le imprese in uno scenario di instabilità

I Paesi interessati dal conflitto non hanno dichiarato lo stato di guerra e questo può incidere sulle clausole assicurative, delimitando il perimetro di alcune garanzie

di redazione SUPPLY CHAIN ITALY
3 Marzo 2026
Stampa
US Navy

Contributo a cura di Girolamo Lafiosca*

*Head of trade credit di Howden in Italia

 

La situazione in Medio Oriente si inserisce in un contesto già estremamente complesso. Prima la guerra in Ucraina e l’embargo sulla Russia, che hanno creato problemi significativi alle aziende italiane visti i forti interessi commerciali, poi la questione israelo-palestinese, che ha avuto a sua volta ripercussioni importanti.

Oggi, con l’ulteriore instabilità in Medio Oriente, il quadro si complica ancora di più. Questo è particolarmente rilevante perché, a fronte dei dazi imposti da Trump, molte aziende italiane avevano già iniziato a cercare nuovi mercati e il Medio Oriente era diventata un’area di forte interesse commerciale.

L’export sta dunque attraversando una fase di riflessione. I grandi mercati, come gli Stati Uniti, restano centrali, ma c’è una crescente volontà da parte degli imprenditori di esplorare nuove geografie. È una scelta necessaria, ma molto delicata.

Come tutelarsi? L’attuale situazione crea un ulteriore squilibrio commerciale.

Dal punto di vista assicurativo, già dall’inizio della guerra in Ucraina stiamo gestendo questa fase critica facendo sempre più ricorso alla copertura Rischio Politico. Se in passato in Italia era una clausola poco utilizzata, oggi è opportuno affiancarla quasi sistematicamente al rischio commerciale nelle coperture del credito per le imprese, per tutti i Paesi considerati a rischio – inclusa la Turchia. Dove le compagnie ci supportano, la consigliamo sempre.

Invitiamo le aziende anche a valutare le coperture di rischio singolo, e dunque la protezione della singola commessa. L’approccio deve essere proattivo: se il mercato è dinamico e fluido, come broker assicurativi dobbiamo almeno cercare di offrire un elemento di stabilità alle imprese.

La tutela del credito resta centrale e le compagnie, da cui possiamo aspettarci una riduzione della capacità di copertura, valutano il contesto giorno per giorno vista la situazione in divenire.

Le garanzie per i Paesi del Medio Oriente restano valide? Una delle preoccupazioni degli imprenditori oggi riguarda la validità dei fidi già attivi in Paesi come Dubai ed Emirati Arabi. Le coperture restano efficaci e da questo punto di vista ci deve essere rassicurazione.

Un altro timore riguarda il futuro, e non è legato tanto al singolo partner commerciale, quanto alla stabilità complessiva del Paese. Gli imprenditori temono ritardi o mancati pagamenti e vogliono capire come muoversi per tutelarsi.

Le compagnie non hanno cancellato le linee, anche se è evidente che si trovano in una fase di attesa e valutazione. È probabile che, almeno nel breve periodo, non vengano concesse nuove coperture, ma quelle esistenti restano valide.

Occorre oltretutto ricordare che i Paesi interessati dal conflitto non hanno dichiarato lo stato di guerra, che può incidere sulle clausole assicurative, delimitando il perimetro di alcune garanzie.

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