Sforbiciata da 90 milioni di euro al LogIn Business dall’ultima revisione del Pnrr
Stralciato anche il progetto di costituzione di una Rosco del valore di 1,2 miliardi

La partita del Pnrr è entrata nella sua fase conclusiva, in vista della scadenza inderogabile del prossimo 31 agosto 2026, quando tutti gli obiettivi dovranno essere raggiunti e certificati.
É in questo contesto che si inserisce l’ultima revisione tecnica del piano, approvata dalla Cabina di regia lo scorso 3 giugno e che ha previsto una netta sforbiciata ai fondi destinati a due misure promosse dal Mit e relative al settore dei trasporti e della logistica, ovvero il progetto LogInBusiness e quello per la costituzione di una Rosco pubblica.
A illustrare la riallocazione delle risorse – il cui ammontare complessivo sarà invariato – è stato, nei giorni scorsi, il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, in una audizione alle commissioni
Finanziato con una dotazione di complessivi 157 milioni di euro, LogIn Business – ovvero il sub-investimento Pnrr M3C2-I.2.1.3, dedicato alla digitalizzazione delle imprese di autotrasporto e logistica – ha spiegato Foti – subirà un taglio di 90 milioni di euro. Il ministro non ha spiegato le ragioni della sforbiciata, ma queste sarebbero da ricercare nella rendicontazione parziale degli investimenti effettuata dalle imprese, che avrebbe quindi lasciata inutilizzata parte della dotazione della misura.
Ancora più difficile individuare le ragioni dell’insuccesso, che secondo alcuni commentatori potrebbero essere legate a difficoltà operative e ai tempi ristretti previsti per la procedura (tanto da portare Ram, che la gestiva, a prorogare seppure solo di 15 giorni la scadenza per la presentazione della documentazione finale dei progetti finanziati dal Pnrr, dal 30 aprile al 15 maggio)
Del tutto stralciata infine la misura che avrebbe dovuto portare al lancio di una Rosco (Rolling Stock Company) pubblica, volta a gestire e noleggiare treni separatamente dal Gruppo Fs cui erano stati destinati 1,2 miliardi di euro. Motivando la decisione Foti ha citato “un’interrogazione urgente in sede parlamentare alla quale era stata data risposta” nonché la “posizione assunta dalle forze sindacali”. Secondo i proponenti, una Rosco nazionale pubblica avrebbe potuto accelerare il rinnovo della flotta ferroviaria mobilitando investimenti senza gravare direttamente sui bilanci degli operatori. All’iniziativa si erano detti contrari tra gli altri la Filt Cgil, per la quale la creazione della società avrebbe generato “elementi di frammentazione e incertezza in un quadro già complesso, con potenziali ricadute negative sul piano industriale, organizzativo e occupazionale come già avvenuto nel Regno Unito”.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPPLY CHAIN ITALY



