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Economia

Estesa fino al 10 novembre la tregua Usa – Cina sui dazi

La proroga favorirà l’afflusso di prodotti destinati a essere venduti nella stagione invernale e natalizia quali device elettronici e giocattoli

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
12 Agosto 2025
Stampa
Long Beach port

A poche ore dalla scadenza naturale dell’accordo, Cina e Stati Uniti hanno rinnovato, per altri 90 giorni, la tregua sui dazi provvisoria raggiunta lo scorso giugno e che fissa le tariffe al 30% sulle importazioni di prodotti cinesi e al 10% per quelle di merce Usa.
Lo ha annunciato il presidente Usa Donald Trump sul suo social network Truth, parallelamente alla pubblicazione del relativo Executive Order sul sito della Casa Bianca.

In assenza di un accordo, le tariffe statunitensi sulle importazioni cinesi sarebbero salite al 145%, mentre quelle imposte dalla Repubblica Popolare avrebbero raggiunto il 125 per cento, livelli considerati dagli analisti al pari di un embargo.

L’intesa, che resterà in vigore fino al 10 novembre, dovrebbe consentire tra le altre cose agli importatori Usa per ‘fare magazzino’ di merce destinata a essere venduta nella stagione invernale e natalizia – tipicamente device elettronici, abbigliamento e giocattoli – e presumibilmente dare ancora linfa al fenomeno del frontloading, che come visto ha alimentato per il momento gli scambi commerciali globali nonostante il contesto di forte incertezza.

Sebbene firmata a ridosso della scadenza, la proroga dell’intesa sembrava nell’aria già da alcuni giorni ed è arrivata a seguito di alcune negoziazioni che si sono svolte tra le parti a Stoccolma alla fine di luglio. Solo la scorsa settimana Trump aveva dichiarato che I due paesi erano molto vicini a un accordo e che nel caso avrebbe incontrato il presidente cinese Xi Jingping prima della fine dell’anno. Secondo alcune indiscrezioni, nell’ambito dei negoziati il presidente Usa avrebbe fatto pressioni sulla controparte affinché aumenti, fino a quadruplicarle, le importazioni annue di soia. Sul tavolo delle trattative il presidente Usa avrebbe messo però anche il tema di una possibile rinuncia da parte della Repubblica Popolare all’ acquisto di petrolio russo, con lo scopo di favorire il negoziato per la pace in Ucraina, mentre Pechino avrebbe fatto richieste rispetto agli acquisti di prodotti hi tech.

Nel frattempo commerciali stanno proseguendo i confronti in materia di dazi tra Stati Uniti e gli altri partner. Nella giornata di oggi, rivela Reuters, il Sudafrica sottoporrà a Washington una bozza di revisione dell’accordo che attualmente fissa le tariffe per le importazioni di prodotti al 30%. Secondo rappresentanti del governo di Pretoria, nella proposta sono trattati alcuni temi che erano stati sollevati in ambito sanitario e fitosanitario. Il ministro dell’agricoltura sudafricano John Steenhuisen tuttavia ha espresso il timore che le attuali imposizioni al 30% restino a meno che il suo paese non decida di rimuovere alcune misure di politica nazionale in tema di contrasto alla discriminazione razziale, come l’affirmative action, che Trump ha sottolineato di non gradire.

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