L’export del legno-arredo italiano in calo di quasi il 12% nel 2020

Secondo i consuntivi elaborati dal centro Studi di FederlegnoArredo, la filiera italiana del comparto ha chiuso il 2020 con una contrazione del -9,1% rispetto al 2019, a sua volta frutto di un una flessione maggiore sull’export (in calo dell’11,7%, mentre il mercato interno perde il 7,5%). Parliamo di circa 71.500 imprese con oltre 307.000 addetti, le cui attività hanno subìto una diminuzione dei consumi che secondo la Federazione ha tra le sue cause il lockdown e la chiusura delle attività commerciali, solo in parte compensati dalla ‘riscoperta della casa’ e delle necessità di arredo legate allo smartworking. Sul settore hanno poi pesato l’aumento dei prezzi delle materie prime e, per quel che riguarda in particolare l’export, le maggiori difficoltà logistiche, ma anche la mancanza delle fiere. In particolare le esportazioni hanno subito una forte contrazione fino al maggio dello scorso anno per via dei “lockdown più severi rispetto ad altri competitor europei, del blocco della produzione e del pesante rallentamento degli scambi internazionali” secondo quanto riferito.
Secondo FederLegnoArredo – che nel dettaglio associa Assarredo, Assobagno, Assoluce, Assufficio e Asal-Assoallestimenti – andando a guardare l’intero macrosistema Arredamento e Illuminazione (che comprende arredamento, illuminazione, arredobagno, ufficio e mobili professionali e commerciali), l’export è ammontato per il 2020 a 11,1 miliardi di euro (-10,1% sul 2019). La Francia, nonostante il calo (-7,1%) rimane il primo sbocco commerciale, seguita dalla Germania (-1,8%) e Stati Uniti (-3,6%), primo mercato extra-europeo.
Il solo sistema Arredamento ha registrato invece una contrazione del 7,8%. Le esportazioni, che rappresentano circa la metà del fatturato totale del segmento, sono state in calo dell’8,3% per 6,4 miliardi di euro, mentre le vendite domestiche sono scese del 7,3%. La Francia, nonostante una flessione del 3,1%, con 1,1 miliardi di euro si conferma il primo sbocco ma degne di nota sono anche le contenute crescite delle esportazioni verso Stati Uniti (+0,6%) e Germania (+1,5%).

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPPLY CHAIN ITALY

Articoli correlati

Iscriviti alla newsletter di Supply Chain Italy