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Logistica

Federlogistica: “Il Ponte sullo Stretto la porta per una grande zona franca Mediterranea”

L’invito del presidente della federazione ad andare oltre le polemiche per innestare una virtuosa reazione a catena per la logistica

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
29 Agosto 2025
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Davide Falteri

Davide Falteri, presidente di Federlogistica, interviene nel dibattito sul Ponte sullo Stretto proponendo una visione che va oltre la semplice infrastruttura: “Guardare al Ponte sullo Stretto come a una pur eccezionale opera infrastrutturale, significa aver perso qualsiasi visione per il futuro e subire passivamente la condanna del nostro Paese alla decadenza. È vero: potrebbero accadere molte cose negative, potrebbero verificarsi molteplici intoppi, ma specialmente politica e impresa potrebbero non capire che quella del Ponte sullo Stretto di Messina è un’occasione unica. L’occasione unica per rinsaldare un Paese che è sempre stato diviso fra Nord e Sud, azzerare progressivamente un quadro di ingiustizie sociali e consentire all’Italia di sfruttare a pieno quella centralità in un Mediterraneo tornato a essere centrale e decisivo, anche una connessione sana e non malata con altri continenti, l’Africa, un Medio Oriente che si candida a essere una forza unica nel panorama mondiale e un’Europa troppo sbilanciata a nord che anche per questo ha fallito i suoi obiettivi di coesione e crescita”.

Falteri sottolinea che il Ponte è l’occasione unica per unificare il Paese e permettere all’Italia di sfruttare appieno la sua centralità nel Mediterraneo. L’opera è vista come catalizzatrice di un’area franca già approvata (la Zes), sdoppiata in una locazione occidentale e orientale che teoricamente copre quasi 5.580 ettari, con circa il 35% assegnato alla Sicilia occidentale e il 65 % a quella orientale. Le agevolazioni previste all’interno di questa Zes, tra cui credito d’imposta per investimenti fino a 100 milioni di euro, semplificazioni amministrative e riduzioni fiscali, creano un contesto ideale per attrarre nuovi insediamenti industriali.

Una zona franca con porti collegati alle principali destinazioni del Mediterraneo, integrata da un nuovo sistema infrastrutturale, potrebbe offrire una risposta concreta ai progetti di re-shoring e friendly shoring. Falteri propone una visione ambiziosa per la Sicilia, che da un lato potrebbe diventare il polo logistico per l’ortofrutta del Mediterraneo e dell’Europa, e dall’altro l’hub per le nuove risorse energetiche, incluso l’idrogeno.

Secondo Falteri, è giunto il momento di superare la storica divisione sull’opera. In un mondo segnato da guerre commerciali e dazi, il Ponte può diventare “l’arteria di un corpo economico e sociale sinora sottosviluppato spesso proprio per miopia politica”. La logistica, gemellata al regime di Zona Franca, può fungere da valore aggiunto, attivando con il Ponte una “reazione a catena di infrastrutture anche finanziabili da privati, di insediamenti industriali non schiavi di aiuti pubblici e di un network di collegamenti destinati a esaltare le potenzialità di una terra che per troppi anni (come gran parte del Mezzogiorno) è stata considerata alla stregua di una battaglia persa.” conclude il presidente di Federlogistica.

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