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Ricerche & Studi

Balzo (+ 26,5%) in 10 anni delle prestazioni del trasporto ferroviario merci in Italia

Eurostat rileva come nel 2024 sulla rete tricolore ha avuto luogo il 22% dei traffici Ue complessivi

di FRANCESCA MARCHESI
26 Gennaio 2026
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CFI locomotore

Nel 2023, il trasporto merci all’interno della Unione Europea è avvenuto per due terzi (67,4%) in termini di tonnellate-km per via marittima. Su strada si è mosso il 25,3% del totale, mentre quote più limitate sono state quelle gestite su ferrovia (5,5%), sulle vie d’acqua interne (1,6%) e per via aerea (0,2%).

Lo si legge nell’edizione 2025 del rapporto Key Figures on European Transport, realizzato e appena pubblicato da Eurostat.

Ponendo l’attenzione in particolare sui trasporti su terra, l’analisi propone diversi parametri per valutare quanto e come le modalità stradali e ferroviarie siano più o meno diffuse tra i paesi membri.

Uno di questi è il tasso di motorizzazione (ovvero la presenza di mezzi pesanti e trattori stradali) sul totale della popolazione. Nel 2024 la media italiana era intorno alle 13 unità ogni 1.000 abitanti, valore in linea con la media europea. Per permettere dei confronti, si può evidenziare che i paesi con le quote più alte fossero la Finlandia (35 su 1.000) e la Lituania (34,3) mentre quelli con un minor tasso di ‘motorizzazione pesante’ si sono rivelati Danimarca e Slovacchia (per entrambe, una media di 7,3 unità ogni 1.000 abitanti).

Non è invece possibile sapere quanto abbiano pesato i viaggi a vuoto dei mezzi pesanti italiani (il dato non è disponibile) sul totale di quelli effettuati. In media, in termini di veicoli-km, nel 2024 tra quelli avvenuti nei paesi della Ue quelli senza carico sono stati il 21,6% del totale, con picchi registrati in particolare tra i mezzi immatricolati in Austria (34,0%), Grecia (34,4%), Irlanda (34,7%) e Cipro (43,7%). In media, aggiunge l’analisi, le percorrenze sono avvenute per il 68,4% nel territorio nazionale (con un picco del 97,5% per Cipro e un minimo dell’11% per la Lituania). In questo quadro, in Italia la quota di viaggi nazionali per i mezzi registrati nella Penisola è stata di circa l’80%.

Una tendenza rilevata dal report è poi quella all’aumento, nell’ultimo decennio, delle ‘prestazioni’ dei mezzi pesanti, con un aumento delle percorrenze per veicolo del 15% tra 2014 e 2024. Queste risultano cresciute in particolare in Lituania (+101%), mentre per i veicoli immatricolati in Romania (per il paese i dati riguardano solo i veicoli carichi) sono aumentate del 97%. In Italia la crescita è stata di circa il 25%. Al contrario, le prestazioni dei veicoli immatricolati in Portogallo, Estonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca, Germania, Finlandia, Ungheria e Bulgaria sono state inferiori nel 2024 rispetto a 10 anni prima.

Passando al trasporto su ferro, il report ha confermato come nel 2024 la Germania abbia fornito il maggior contributo, con 126 miliardi di tonnellate-km movimentate sulla sua rete nazionale​​, pari al 33,7% del totale Ue (escluso il Belgio). La Polonia (56,7 miliardi di tonnellate-km) e la Francia (32,2 miliardi di tonnellate-km) si sono collocate subito dopo, seguite dall’Italia che con 22,933 miliardi di tonnellate-km ha contato per circa il 22% del totale. Da notare che nella Penisola, in linea con la media Ue, oltre il 50% dei trasporti su ferro è avvenuto sulla rete nazionale.

Un altro parametro interessante riguarda il miglioramento delle performance del trasporto ferroviario merci in Ue nell’ultimo decennio. Il report indica in Ue in media una situazione di sostanziale stabilità, con un miglioramento estremamente contenuto (+0,3%) in termini di tonnellate-km tra 2014 e 2024. Nello stallo generale, l’Italia si è distinta per il netto balzo in alto (26,5%), il terzo dopo quelli di Bulgaria (+65%) e Croazia (+55,4%). Bene anche la Polonia (+19,5%), mentre sono pesantemente calate le prestazioni osservate nei paesi baltici, a partire dalla Lettonia (-82,0%), seguendo con Estonia (-81,7%) e quindi Lituania (-58,7%).

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