Unicomm spinge sulla logistica: hub unico a Dolo per tutto il Veneto
Il progetto del gruppo della Gdo per un polo da 125mila metri quadrati è arrivato alla fase di approvazione dell’accordo di programma

Accorpare in un unico polo di circa 125mila metri quadrati coperti le attività oggi affidate a quattro distinti centri logistici del Veneto. Questo, in sintesi, è il senso del progetto presentato da Unicomm – gruppo della Gdo che opera in 32 province italiane, con insegne come Famila, Emisfero Ipermercati e Mega, attivo tramite 90 supermercati e 13 cash&carry sul territorio nazionale – insieme a Protesa Srl per una nuova iniziativa di sviluppo logistico a Dolo, in provincia di Venezia. A essere interessata è in particolare l’area chiamata Pn4 del comune, situata tra via G. Falcone, via Cainello e via Pionca, in passato destinata al progetto, poi abortito, per il polo commerciale Veneto City, ma a essere coinvolti dalle opere collegate sono anche i comuni di Mirano e Pianiga.
Un percorso, quello promosso da Unicomm, che ha preso il via nel 2023, incontrando subito alcuni ostacoli relativi ad aspetti di natura idraulica, paesaggistica e viabilistica (questi legati in particolare alla previsione di attraversamento dei centri urbani della Riviera del Brenta da parte di mezzi pesanti destinati all’hub).
Ostacoli che ora sono stati sostanzialmente superati (con il rilascio di alcune autorizzazioni paesaggistiche e con l’avvenuta progettazione preliminare di alcune nuove opere di viabilità, atte a risolvere le criticità sopra cittae), tanto da essere arrivati ora a una fase cruciale dell’iter autorizzativo, con la pubblicazione della bozza di accordo di programma raggiunto tra i comuni di Dolo, Mirano, Pianiga, la città metropolitana di Venezia e la Regione Veneto. Un passaggio obbligato data la portata sovracomunale delle opere e la necessità dell’approntamento di una variante urbanistica. Il documento resterà disponibile e aperto al recepimento di eventuali osservazioni fino al prossimo 28 febbraio.
Nel merito, il progetto di Unicomm, come dettagliato nella relazione tecnico-amministrativa agli atti, secondo la stessa azienda si rende necessario dato che gli spazi utilizzati ora per la funzione logistica risultano “limitanti per gli obiettivi di sviluppo futuri e inadeguati in termini di sicurezza per la movimentazione dei mezzi”, qualora il numero di questi dovesse aumentare. Da qui la necessità di realizzare un nuovo polo a Dolo, in una posizione baricentrica, dove accorpare le movimentazioni gestite ora tra i quattro centri logistici veneti del gruppo, con una riduzione stimata – si legge sempre nella relazione – di circa 800mila km delle percorrenze annuali su strada di mezzi pesanti, “ovvero il 10,2 % in meno rispetto alla situazione attuale”.
Esteso su un insediamento di 327.500 metri quadrati, il complesso, composto da diversi edifici, si svilupperà su 125.795 metri quadrati di superficie coperta e sarà distinto in due blocchi, uno da 51.834 metri quadrati e un altro da 72.909 metri quadrati, più un’area per locali accessori di 1.052 metri quadrati. Il primo blocco sarà destinato al deposito e lavorazione del materiale secco, mentre il secondo sarà a temperatura controllata. Gli edifici, realizzati con strutture di tipo prefabbricato, avranno altezza interna sotto trave sarà 12 metri, salvo una struttura del secondo blocco destinata a fungere da magazzino automatizzato con altezza di 30-32 metri. Questo, si legge nella relazione, sarà realizzato con “scaffali autoportanti tirantati in modo bidirezionale”.
La realizzazione del polo, come accennato, comporterà anche quella di una serie di opere viabilistiche, con un nuovo innesto con rotatoria lungo la S.R.15 -Via G. Falcone, e la realizzazione di una seconda rotonda, di dimensioni minori, che consentirà l’accesso al polo logistico, al parcheggio privato per i mezzi pesanti e al parcheggio pubblico per automobili.
Tra le caratteristiche degne di nota evidenziate nella relazione, si segnala anche la scelta di utilizzare particolari cromie per integrare gli edifici nel paesaggio. Quelli più bassi, spiega il documento, saranno in “colori caldi, sui toni che richiamano la terra e il legame con la stessa”, mentre il magazzino automatizzato, più alto, vedrà la parte sommitale realizzata con una “vernice cangiante iridescente” con una sfumatura “nei toni del blu-grigio”.
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