Confetra e Anita siglano un’alleanza per il futuro della logistica italiana
Il coordinamento operativo punta a incidere sui dossier europei e tutelare la competitività di un comparto che genera il 9% della ricchezza nazionale

In una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e sfide globali, il settore dei trasporti e della logistica in Italia sceglie di allearsi. Il 15 aprile 2026, a Roma, Confetra e Anita hanno formalizzato un Protocollo d’intesa che intende consolidare un percorso di collaborazione già avviato da tempo, per dare forza a un comparto che oggi incide per il 9% sul Pil nazionale e che, sottolinea una nota congiunta, riveste un ruolo cruciale per la stabilità e lo sviluppo del Paese.
L’accordo nasce dalla necessità di affrontare congiuntamente questioni di natura sindacale, amministrativa e politica, garantendo comunque l’indipendenza statutaria di ciascuna organizzazione. Come sottolineato dal presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, la complessità delle sfide attuali richiede una rappresentanza unita per far fronte alle istituzioni nazionali ed europee e, in quest’ottica la condivisione di competenze trasversali diventa un importante strumento per proporre soluzioni concrete a problematiche che interessano l’intera filiera.
La collaborazione delineata nel Protocollo tocca i pilastri fondamentali del settore: le due organizzazioni si impegneranno in un coordinamento stretto sul diritto del lavoro e sulle relazioni sindacali, oltre che sulla regolamentazione relativa alle Authorities e sulla normativa specifica dell’autotrasporto. Un punto centrale dell’intesa riguarda il rafforzamento dei rapporti con le Istituzioni europee, sede in cui vengono definite le direttive che condizionano l’operatività delle imprese italiane.
Il presidente di Anita, Riccardo Morelli ha, da parte sua, evidenziato come l’unione delle voci dell’autotrasporto merci e della logistica sia in grado di generare un dialogo più autorevole a sostegno della competitività nazionale. Il protocollo inoltre lascia aperta la porta a nuovi dossier di interesse comune e alla programmazione di iniziative pubbliche congiunte, e conferma la volontà di costruire un fronte comune capace di tradurre le esigenze tecniche in azioni politiche efficaci.
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