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Ricerche & Studi

Logistica sempre più remunerativa per i professionisti del settore

Falteri (Federlogistica) rilancia una ricerca sul contesto Usa che mostra come nel comparto crescano le responsabilità ma anche gli stipendi

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
15 Maggio 2026
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Sempre più centrale, complessa, ma anche remunerativa per i professionisti del settore.
La logistica sta mutando pelle, allargando il suo campo di competenza, e anche per questo è oggi un “ascensore sociale” per gli occupati, con una dinamica di crescita di salari e bonus più accentuata rispetto ad altri settori.

A dirlo è lo studio Salary & Compensation 2026 condotto dall’Institute for Supply Managent (Ism) e riferito al mercato statunitense ma che, secondo il presidente di Federlogistica Davide Falteri, indica tendenze che potranno osservarsi anche nel contesto europeo.

In primis, l’analisi evidenzia che in futuro la professionalità di chi opera nel settore logistico sarà diversa da quella attuale. Con l’aumento della complessità operativa, la proliferazione dei rischi e l’inasprirsi delle aspettative dei clienti, il ruolo del responsabile logistico andrà oltre i confini del trasporto e del magazzinaggio arrivando a interessare gli investimenti tecnologici e la gestione del rischio. Lo studio ha quindi evidenziato che i dirigenti di settore gestiranno budget più ampi e sistemi più complessi, guidando investimenti in capitale e rispondendo alle interruzioni in tempo reale, bilanciando costi, servizio e rischio.

La loro professione richiederà anche orari di lavoro più lunghi, ma nonostante questo continuerà ad attrarre professionisti, nuovi o esperti. Molti intervistati descrivono infatti una crescita di carriera costante e un forte coinvolgimento nel lavoro, pur riconoscendo stress in aumento e carichi più pesanti.

In riferimento al contesto Usa, la ricerca – che ha preso in esame 160 risposte – mostra anche un incremento costante delle retribuzioni, con responsabilità in espansione e una professione al centro delle performance aziendali.

Nel dettaglio, lo studio stima, dopo il calo del 2025, una nuova risalita degli stipendi nel 2026, con una media annua di 126.400 dollari (da 120.600 dollari). Il 32% del campione in particolare guadagna tra 150.000 e 249.999 dollari, mentre il 9% supera i 250.000

Stabile la fascia intermedia, con il 31% dei professionisti che guadagna tra 100.000 e 149.999 dollari; tuttavia, il 10% ‘prende’ meno di 60.000 dollari, segno che le retribuzioni variano significativamente in base a dimensione aziendale, regione e responsabilità.
Da rilevare anche che il 57% degli intervistati ha ricevuto un aumento rispetto al 2025, mentre il 38% ha mantenuto lo stesso salario e il 5% ha registrato una diminuzione.

Negli Usa il settore è dominato dall’esperienza. Il 42% dei professionisti ha tra 55 e 64 anni, e il 17% oltre 65. Solo il 3% ha meno di 35 anni. I salari seguono l’esperienza: in media 133.215 dollari per la fascia 55-64 anni, 129.990 per quella 45-54, 120.880 per i 35-44enni. Gli over 65 guadagnano in media 113.570 dollari, mentre gli under 35 si fermano a 74.875 dollari.

Ad oggi nel settore i ruoli più comuni includono logistics manager/director (17%), Vp/general manager (11%), e altri relativi a supply chain, operations ed engineering (8% ciascuno).

Il titolo incide molto sulla retribuzione: Vp/general manager guadagnano infatti in media 215.650 dollari, direttori/manager trasporti 148.255 dollari, il management aziendale 147.700 dollari, mentre i warehouse manager si fermano a 86.200 dollari. Nel procurement la media è di 106.700 dollari.

Interessante però sottolineare che il 76% degli intervistati segnala un aumento delle responsabilità negli ultimi 2-3 anni (contro il 67% dell’anno precedente), mentre solo il 2% ha visto una riduzione.

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