Bertini (Coop Italia): “Aperti ad allungare le finestre di carico e scarico nei Cedi”
Per il manager il problema dei tempi d’attesa va affrontato anche ricorrendo all’intermodalità

Gli applicativi di prenotazione di slot e porte di carico “hanno migliorato molto l’organizzazione e la gestione dei flussi” di camion in arrivo nei Cedi di Coop Italia. Ma non hanno risolto del tutto il problema delle attese, “perché ci sono altri fattori da tenere in considerazione: l’organizzazione del lavoro e la saturazione del magazzino, o ancora variabili esterne come traffico e ritardi”.
Lo spiega Giuseppe Bertini, direttore logistica del marchio (che opera tramite un magazzino per il non alimentare a Prato, una piattaforma per i surgelati vicino a Firenze e una per i freschi nella zona di Bologna) – nel volume dedicato da Rivista Tir al tema dei ‘tempi nascosti della logistica’ e presentato nei giorni scorsi.
Principale motivo della congestione, spiega il manager, è il fatto circa il 70% degli arrivi di mezzi pesanti si concentra al mattino (le partenze risultano invece più scaglionate).
Una organizzazione del lavoro che ha ragioni storiche e culturali e che può essere modificata lavorando su questi piani. “Ci stiamo provando – ha spiegato Bertini – partecipando a tavoli di confronto tra produttori, distributori e operatori logistici dedicati”, con l’obiettivo di arrivare a un sistema più flessibile.
Ragionando più in generale sul tema della congestione, il direttore logistica di Coop Italia ha però indicato un’altra via da percorrere nella ricerca dell’intermodalità. Se il trasporto su gomma è infatti “come un vestito fatto su misura”, che può essere definito a piacimento ma è soggetto a imprevisti, l’intermodalità rende i tempi di trasporto più prevedibili. Anche per questo motivo, ha spiegato, Coop Italia se ne sta servendo dove possibile, in particolare sfruttando “collegamenti ferroviari con il porto di La Spezia e l’interporto di Prato per gli arrivi import” e “collegamenti marittimi per le consegne in Sicilia”.
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