Rischio colli di bottiglia secondo Dhl, Fedex e Ups con le tasse Ue sui piccoli pacchi
I tre corrieri chiedono una introduzione graduale degli adempimenti legati al contributo

Dhl, Fedex e Ups – ovvero i tre maggiori operatori delle spedizioni espresse integrate – hanno scritto ai Ministri delle finanze dei paesi Ue per chiedere che le nuove misure in materia di ‘piccoli pacchi’ siano introdotte gradualmente, allo scopo di evitare colli di bottiglia e impatti in particolare sulle forniture di materiale medico. Lo riporta Reuters, riferendo di avere visionato la lettera, che non è stata però resa pubblica.
In particolare secondo i tre gruppi, segnala l’agenzia di stampa, l’Unione Europea dovrebbe sì applicare il dazio forfettario da 3 euro, la cui attivazione è prevista dal 1 luglio, ma posticipare “elementi più complessi e irrisolti fino a quando non saranno giuridicamente definiti e operativamente praticabili”. I tre corrieri ritengono cioè che i nuovi obblighi in materia di comunicazione di dati e altri cambiamenti previsti comporterebbero un livello di complessità che non può realisticamente essere implementato entro la stessa scadenza del 1 luglio.
Nella missiva i firmatari – ovvero Mike Parra, Ceo di Dhl Express Europe, Wouter Roels, presidente di FedEx Europe, e Daniel Carrera, presidente di Ups per l’area Emea- paventano il rischio che le spedizioni possano essere trattenute ai confini della Ue “in assenza di un framework legale stabile e praticabile”. Eventuali disruption, hanno sottolineato, potrebbero impattare sulle forniture mediche, ritardare la produzione industriale e creare colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento europee, “tutti rischi particolarmente significativo nell’attuale contesto geopolitico”.
Come noto, l’Ue ha pianificato l’entrata in vigore di un dazio di 3 euro a spedizione in vigore da luglio per pacchi in arrivo da paesi extra Ue (il cui 25% dovrebbe restare allo Stato in cui avviene lo sdoganamento della merce), nonché da novembre una tariffa di gestione (handling fee). A questi due contributi, in Italia, si andrebbe a sovrapporre, in Italia, la nuova tassa italiana sull’e-commerce internazionale introdotta dalla Legge di Bilancio, la cui entrata in vigore è stata recentemente posticipata proprio al prossimo 1 luglio.
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