In sciopero contro l’automazione i lavoratori di Bonfiglioli
L’azienda aveva prospettato 60 esuberi nell’appalto relativo alle attività logistiche

Lavoratori dell’appalto e dipendenti diretti di Bonfiglioli dello stabilimento di Calderara di Reno hanno scioperato in risposta alla prospettiva di una automazione completa dell’impianto che metterebbe a rischio il lavoro di 60 addetti.
Lo hanno comunicato i rappresentanti di Fiom-Uilm-Usb Bologna.
La vertenza, ricordano le tre sigle sindacali, si trascina da febbraio, quando l’azienda aveva comunicato appunto la volontà di automatizzare completamente il suo magazzino di Calderara, , provocando così il “potenziale totale esubero” del personale attualmente impiegato nell’appalto – ovvero da Bcube – e nel subappalto – ovvero la Client Solution Fm – ad oggi formato da 60 addetti.
La mobilitazione continuerà “fino a che non riprenderà il confronto per trovare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti nell’appalto”, ha commentato in particolare Roberto Ferrari della Segreteria Uilm Bologna, mentre Domenico Conte Usb Bologna ha rilevato che il progetto, se da un lato significherebbe il taglio di molti posti di lavoro, dall’altro andrebbe “ad aumentare i carichi di lavoro dei dipendenti Bonfiglioli”. Il tutto – ha poi aggiunto – “è ancora più grave se consideriamo che questo avviene nell’azienda di proprietà della Presidente di Confindustria Emilia”.
I rappresentanti dei lavoratori hanno quindi spiegato di mirare a “un accordo che tuteli tutte le lavoratrici e i lavoratori, che obblighi Bonfiglioli a rispettare un’intesa sindacale innovativa e storicamente rilevante, e che spinga Bcube e Client a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti”, ovvero raggiungere una intesa “che sia da esempio positivo per tutto il territorio e che dimostri che innovazione e automazione possono andare di pari passo con la tutela dell’occupazione e della dignità e della professionalità dei lavoratori”.
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