In crescita l’export di Centro (+13,8%) e Sud (+7,1%) nel primo trimestre 2026
Performance particolarmente positive sono state registrate dalle province di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara
Nei primi tre mesi del 2026, l’export italiano ha registrato una crescita tendenziale in valore dell’1,3%, come sintesi di dinamiche territoriali differenziate.
Da un lato – rileva l’Istat – sono decisamente aumentate le vendite estere del Centro (+13,8%) e del Sud (+7,1%), mentre più contenuto è stato l’incremento nel Nord-ovest (+1,3%). Dall’altro flessioni poco o più marcate si sono osservate invece per il Nord-est (-2,4%) e per le Isole (-19,0%). Confrontando invece il primo trimestre 2026 con quello immediatamente precedente, l’istituto riscontra una crescita congiunturale dell’export ampia per Sud e Isole (+13,1%) e per il Centro (+7,2%), più contenuta per il Nord-ovest (+1,5%) e per il Nord-est (+0,8%).
Puntando lo sguardo sulle singole regioni, tornando al confronto anno su anno spiccano gli incrementi di Toscana (+30,2%), Abruzzo (+23,5%), Liguria (+20,8%), Basilicata (+18,2%) e Marche (+15,5%), così come le ampie flessioni di Friuli-Venezia Giulia (-35,4%), Sardegna (-21,1%), Sicilia (-18,1%), Valle d’Aosta (-13,3%) e Lazio (-11,4%).
Andando ancora più nel dettaglio a guardare le performance delle province, l’analisi registra performance positive per quelle di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara e contributi negativi ampi da quelle di Trieste, Roma, Frosinone, Palermo e Lodi.
Sotto il profilo merceologico, è l’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) dalla Toscana a spiegare per 2,7 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale. Ulteriori contributi positivi, entrambi per 1,1 punti percentuali, derivano dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Veneto e Marche e dalle maggiori esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Abruzzo e Lombardia. All’opposto, la contrazione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, da Friuli-Venezia Giulia e Lazio fornisce un contributo negativo di 2 punti percentuali.
Guardando infine ai flussi, Istat registra ampi contributi all’export dall’aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+537,3%) e Cina (+104,4%) e di Veneto (+56,2%), Abruzzo (+68,3%) e Marche (+199,0%) verso gli Stati Uniti. Grandi apporti negativi provengono invece dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso Stati Uniti (-82,7%) e Germania (-65,7%), della Campania verso la Svizzera (-29,5%) e della Toscana verso la Turchia (-63,4%).
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