Allarme Fermerci: “Trasporto ferroviario cargo giù dell’8,1% nel primo semestre 2026”
Per l’associazione le ricadute dei numerosi cantieri di potenziamento della rete “si sono rivelate molto più severe del previsto”
In Italia il trasporto ferroviario delle merci continua a perdere terreno, mettendo “a rischio i risultati costruiti in dieci anni di politiche per il riequilibrio modale”.
A suonare l’allarme è Fermerci, sulla base dei dati relativi al primo semestre 2026.
Secondo il monitoraggio dell’associazione, l’offerta si è attestata su 23,7 milioni di treni/km, ovvero l’8,1% in meno rispetto ai 25,8 milioni della prima metà del 2025. Un anno che, come rivelato dal report annuale pubblicato dalla stessa Fermerci lo scorso maggio, si era chiuso a 49,4 milioni di treni/km (in calo – per il terzo anno consecutivo – del 3,5% sul precedente e contro i 53,8 milioni di treni/km del 2021).
Se l’andamento dovesse proseguire anche nel secondo semestre, il 2026 – prosegue Fermerci – potrebbe chiudersi con una perdita superiore a 4 milioni di treni/km rispetto allo scorso anno (per complessivi 45 milioni di treni/km) riportando il settore sui livelli del 2015. Si tratterebbe inoltre di un calo di circa 9 milioni di treni/km rispetto ai 53,8 milioni registrati nel 2021.
Se, come noto, la causa del crollo va individuata nelle interruzioni della rete ferroviaria legate ai lavori di potenziamento infrastrutturale finanziati dal Pnrr, secondo Fermerci però il dato “supera ogni attesa”. Le ricadute “si sono rivelate molto più severe del previsto e gravano interamente sulle imprese ferroviarie” ha affermato il presidente Clemente Carta paventando il rischio di una crisi di “carattere strutturale”. Da qui la richiesta al governo di strumenti “adeguati alla gravità della situazione”. Sostenere oggi le imprese, ha concluso il presidente di Fermerci, “significa evitare che la perdita di traffico diventi irreversibile e preservare un patrimonio industriale e logistico strategico per il Paese”.
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