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Hupac lancia due nuovi shuttle da Pordenone (e fissa per il 2022 l’obiettivo di treni più lunghi)

Nei prossimi giorni il terminal Hupac di Pordenone sarà interessato dall’avvio di due nuovi servizi shuttle. Il primo a prendere il via sarà un treno con Novara, che a partire dal 25 maggio sarà effettuato tre volte a settimana, mettendo in connessione lo scalo intermodale friulano con un hub da cui sono possibili rilanci verso […]

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20 Maggio 2021
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Nei prossimi giorni il terminal Hupac di Pordenone sarà interessato dall’avvio di due nuovi servizi shuttle.
Il primo a prendere il via sarà un treno con Novara, che a partire dal 25 maggio sarà effettuato tre volte a settimana, mettendo in connessione lo scalo intermodale friulano con un hub da cui sono possibili rilanci verso numerose altre destinazioni in Nord Europa. Il servizio riguarda carichi con profilo p/C 70-400 e non ammette merci pericolose.

Dal 1 giugno Pordenone sarà inoltre collegata tre volte a settimana con Rotterdam C.Ro, destinazione che offre ulteriori collegamenti via traghetto operati da Cobelfret Ferries verso Londra Purfleet e Killingholme. Il treno ammette unità con profilo P/C 70-400 e merci pericolose.

Nei giorni scorsi Hupac ha anche fornito un aggiornamento rispetto al suo andamento nel 2020, il primo esercizio chiuso in rosso della sua storia. Nonostante l’impatto della pandemia sia stato forte, dal punto di vista dei volumi la sua rete ha però tenuto, registrando una perdita limitata rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio, dal punto di vista operativo la società ha gestito su rotaia l’equivalente di 1.014.686 spedizioni stradali (o 1.913.000 Teu), ovvero lo 0,9% in meno rispetto al 2019, un decremento causato dal crollo del traffico marittimo e dal lockdown in Europa della prima metà dell’anno. Da notare, di contro, la crescita nel corso dell’anno del traffico transalpino, aumentato dello 0,5% a 434.033 spedizioni.
Dal punto di vista finanziario, il 2020 si è chiuso con un fatturato di 597 milioni di franchi svizzeri (circa 548 milioni di euro), con un risultato d’esercizio negativo per 2,5 milioni (circa 2,3 milioni di euro), che la società reputa ” comunque migliore delle previsioni iniziali”.

Quanto al 2021, questo secondo Hupac sarà l’anno della prova del nove per Alptransit. Pensato per treni idealmente lunghi 740 metri e con peso di almeno 2.000 tonnellate, il corridoio secondo la società è “in gran parte completato”, compresa la parte in territorio italiano, ma “ci sono ancora notevoli lacune lungo il restante percorso”. Queste creano “un impatto diretto sulla competitività del trasporto combinato e di conseguenza anche sul trasferimento modale”, dal momento che la programmata riduzione delle sovvenzioni allo shift modale da parte del Governo svizzero deve essere compensata da un aumento della produttività.
In questo senso, ha dichiarato l’amministratore delegato della società Michail Stahlhut, “come obiettivo di tappa, il nostro punto di riferimento per il 2022 è una lunghezza standardizzata dei treni di 690 metri via Luino e 625 metri via Chiasso”, perché “solo con i treni più lunghi e pesanti saremo in grado di assorbire la prossima marcata riduzione dei finanziamenti”.

Tra le misure che mancano per il completamento del corridoio, Hupac infine ha citato “il rapido potenziamento dell’alimentazione elettrica sulle linee Bellinzona-Luino-Gallarate e Domodossola-Novara/Gallarate, per consentire in futuro la circolazione di tutti i treni a 2.000 tonnellate”.

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