In aumento (+2,5%) a febbraio l’export italiano extra Ue
Crescono le vendite verso Svizzera, (+33,1%), paesi Opec (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%)
A febbraio, l’export italiano verso i paesi extra Ue torna a crescere su base sia mensile (+8,5%) sia annua (+2,5%). Le dinamiche, rivela l’Istat, sono in parte influenzate dall’impatto delle vendite di mezzi di navigazione marittima: al netto di queste, si stima che l’aumento congiunturale sarebbe stato relativamente meno ampio (tra il +4,9% e il +3,3%) e allo stesso modo la crescita tendenziale sarebbe stata meno sostenuta (+0,8%). La dinamica tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti rimane elevata, ma la crescita – osserva l’istituto – è concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto.
L’incremento delle esportazioni su base annua (come detto +2,5%, a fronte del -5,5% di gennaio 2026), è legata all’aumento delle vendite di beni intermedi (+20,5%) e beni strumentali (+3,0%). Parallelamente, l’import ha registrato una lieve flessione tendenziale (-0,4%), cui contribuisce la decisa contrazione degli acquisti di energia (-30,5%), che più che compensa gli aumenti delle importazioni rilevati per gli altri raggruppamenti, il più ampio per beni di consumo non durevoli (+22,4%).
Su base geografica, a febbraio 2026 si rilevano marcati aumenti delle esportazioni verso Svizzera (+33,1%), paesi Opec (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%), mentre calano le vendite verso Turchia (-27,8%), Regno Unito (-16,4%), paesi Asean (-13,7%) e paesi Mercosur (-13,5%). Le importazioni da Stati Uniti (+40,4%) e Cina (+20,4%) registrano una forte crescita tendenziale, ma aumentano anche quelle dai paesi Mercosur (+11,6%). Per contro, si riducono gli acquisti dagli altri principali paesi partner extra Ue27, in particolare la flessione tendenziale più ampia riguarda i paesi Opec (-28,9%).
Nel confronto con gennaio 2026, Istat rileva maggiori vendite di beni strumentali (+11,1%), tra cui mezzi di navigazione marittima, di beni intermedi (+4,9%) e beni di consumo non durevoli (+1,2%), mentre si riducono quelle di energia (-13,8%) e, in misura contenuta, di beni di consumo durevoli (-0,6%). Dal lato dell’import, a esclusione di beni strumentali (-0,9%), si rilevano incrementi congiunturali diffusi, i più marcati per beni di consumo non durevoli (+14,6%) ed energia (+13,7%).
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