Nuovi dazi Usa e sanzioni Ue colpiscono il commercio globale
L’analisi dell’Associazione Italiana Commercio Estero sulle ricadute per spedizionieri, vettori e catene di fornitura
Il commercio internazionale e la logistica globale devono affrontare un grande riassestamento a causa del contemporaneo inasprimento normativo deciso a Washington e a Bruxelles. Come evidenzia un’analisi dell’Aice (Associazione Italiana Commercio Estero), sul fronte americano è entrato in vigore – dalla mezzanotte americana del 23 luglio 2026 – il nuovo regime tariffario basato sulla Section 301 del Trade Act del 1974. La misura impone aliquote tra il 10% e il 12,5% nei confronti di 59 economie, applicando alle merci provenienti dall’Unione Europea il prelievo minimo del 10%. Trattandosi di uno strumento giuridico strutturale e difficilmente ribaltabile dalle corti americane, per i responsabili della logistica e per i freight forwarder diventa prioritario verificare la classificazione doganale: la norma, motivata dal contrasto al lavoro forzato, esclude infatti solo i prodotti già soggetti ai dazi per la sicurezza nazionale — quali acciaio, alluminio e automotive — oltre a rinfuse energetiche, fertilizzanti e beni privi di produzione sul suolo statunitense.
Al contempo, l’entrata in vigore del ventunesimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia impone una revisione immediata non solo del trasporto merci, ma del circuito intero di approvvigionamento e pagamento. Per lo shipping, il provvedimento estende la lista nera a 41 nuove navi della flotta ombra e vincola la compravendita di gasiere Gnl. Sul versante aereo e manifatturiero, allo stop per l’esportazione di tecnologie, leghe speciali e componenti aerospaziali si aggiunge il blocco all’importazione in Europa di materie prime chiave come prodotti metallurgici, vetro e minerali.
A complicare il quadro logistico interviene infine la stretta finanziaria su 94 istituti bancari e sulle piattaforme crypto usate per eludere i blocchi: l’impatto congiunto delle due manovre rende ormai indispensabile rafforzare lo screening dei partner commerciali e la tracciabilità della catena di custodia fin dall’origine della merce, unico strumento per evitare contestazioni formali, blocchi dei pagamenti e il fermo dei carichi ai varchi internazionali.
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