Reno in secca: “Per i porti italiani un’occasione da non sprecare”
Secondo Federlogistica la crisi della navigazione in Germania riapre la sfida con il Nord Europa, ma servono capacità ferroviaria e collegamenti affidabili
Per l’associazione, la crisi idrica in Germania – sommata alle difficoltà di transito sul canale di Panama – conferma che le variabili climatiche e geopolitiche non sono più emergenze temporanee, ma condizioni stabili con cui le imprese devono fare i conti a fronte di costi di trasporto in continuo aumento.
La paralisi parziale delle vie d’acqua tedesche apre per i porti dell’Alto Tirreno e dell’Alto Adriatico l’opportunità di recuperare quote di traffico finora indirizzate verso gli scali nordeuropei, offrendo alla Svizzera e al Centro Europa un’alternativa meridionale verso il Mediterraneo. Un passaggio che per Federlogistica richiede scelte rapide e non burocratiche, ma che rischia di scontrarsi con i ritardi storici del sistema italiano e con la congestione dei collegamenti ferroviari e autostradali alpini, ormai vicini alla saturazione.
“I porti liguri, con Genova e La Spezia – sottolinea Falteri – possono diventare una porta naturale della Svizzera e dell’Europa centrale verso il Mediterraneo e i mercati internazionali. Ma l’opportunità non si coglie con gli annunci. Servono capacità ferroviaria, collegamenti affidabili attraverso il Terzo Valico e i valichi alpini, terminal efficienti, procedure doganali rapide e servizi specializzati per prodotti chimici, farmaceutici, pericolosi e a temperatura controllata”.
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